A San Giovanni in Marignano una rete di persone per affrontare povertà e fragilità sociale

Le due Caritas attive a San Giovanni in Marignano (Capoluogo e Montalbano) hanno posto molta attenzione al valore delle attività di ascolto delle persone che vi si rivolgono

A S. Giovanni in Marignano, su convocazione dei Servizi Sociali comunali, è stato proposto un incontro tra le Caritas parrocchiali e gli assistenti sociali territoriali, per sviluppare e potenziare la collaborazione tra le realtà e la sinergia negli interventi sulla fascia della popolazione in stato o a rischio  povertà. Il contrasto alle povertà rappresenta un obiettivo prioritario per l’amministrazione Daniele Morelli che ha avviato, grazie al supporto di diversi attori istituzionali e non, impegnati sul territorio a sostenere le persone in condizione di vulnerabilità, una rete finalizzata a condividere conoscenze e attivare azioni concrete. In particolare i partners con i quali si è da tempo instaurata una solida collaborazione sono le Caritas parrocchiali di San Giovanni in Marignano, di Montalbano e di Cattolica.

La costruzione della rete è sostenuta dall’attiva e preziosa partecipazione delle Assistenti Sociali del Servizio Sociale Territoriale distrettuale. All’incontro erano presenti il sindaco Morelli, il vice-sindaco Michela Bertuccioli, i referenti dei Servizi Sociali Comunali, la responsabile del Servizio Sociale Territoriale Anziani Disabili e Inclusione Attiva, Assistente sociale Catia Benelli e la collega Silvia Mercolini, referente territoriale per Cattolica e San Giovanni in Marignano, don Piero Battistini, in rappresentanza delle Caritas parrocchiali, accompagnato dai referenti operativi delle Caritas di Montalbano e Capoluogo. In premessa gli amministratori hanno ricordato l’intento dell’incontro, ovverossia la necessità di fare il punto sul tema della povertà locale, come essa è stata affrontata dalle diverse realtà nell’ultimo periodo, su quali aspetti è possibile accentuare la collaborazione operativa, quali gli strumenti e azioni attivate o attivabili siano a disposizione dei diversi soggetti.

I Servizi Sociali comunali e le assistenti sociali hanno presentato una sintesi dei molteplici progetti a disposizione della comunità: Rei/Res (Reddito di Inclusione), Legge Regionale numero 14/2015 (Disciplina a sostegno dell’inserimento lavorativo e dell’inclusione sociale delle persone in condizioni di fragilità e vulnerabilità), servizio pacchi spesa (Caritas), contributi economici, progetti formazione lavoro, Centro per le Famiglie distrettuale, sportello psicologico comunale, Centro ricreativo L’Amicizia, sportello immigrati, progetti di cittadinanza attiva (Auser), La CasaMatta (Auser), progetto di micro-credito in collaborazione con Caritas e Comune di Cattolica.

Le assistenti sociali territoriali hanno il compito di informare e orientare i cittadini sull'offerta dei servizi pubblici e del privato sociale operanti sul territorio, garantire l'accesso alle misure di contrasto alla povertà e di inclusione attiva, avviare il cittadino verso un percorso valutativo del servizio sociale professionale. A partire dal 2019, presso il Comune di San Giovanni,  sarà attivo un punto di accesso per l’assistente sociale del SST (Servizio Sociale Territoriale) distrettuale, prevedendo la necessaria flessibilità organizzativa in relazione alle esigenze della popolazione. L’Amministrazione gestirà le ulteriori risorse che la Regione Emilia Romagna  ha stanziato per il contrasto alla povertà, in accordo con il SST, collegandole dunque ad un percorso progettuale personalizzato.

Informare ed aggiornare le Caritas e le Parrocchie sui progetti e servizi attivabili significa creare nel territorio antenne pronte ad intercettare e offrire risposte sempre più mirate e reali. Le due Caritas attive a San Giovanni in Marignano (Capoluogo e Montalbano) hanno posto molta attenzione al valore delle attività di ascolto delle persone che vi si rivolgono. L’obiettivo non è solo quello di dare il pacco spesa, ma di instaurare una relazione con le persone in difficoltà e, per quanto possibile, sostenerle. A questo riguardo nel 2017 sono state dedicate all’ascolto 1.258 ore.  
In totale, le due Caritas  hanno accolto 117 persone (in maggioranza italiani e di sesso maschile). Sono stati distribuiti 1215 pacchi spesa e 264 indumenti.

Avere sempre al centro la persona in condizione di bisogno, unire gli sforzi, condividere gli obiettivi, mettere insieme le conoscenze e le professionalità, sono questi i principi da cui sono guidati tutti i partecipanti al Tavolo di Rete sul contrasto alla povertà - affermano Morelli e l’assessore ai Servizi Sociali Bertuccioli -. Nell’ambito delle peculiari responsabilità che afferiscono al governo della cosa pubblica, la visione che guida la nostra azione è stata quella di un modello di Amministrazione condivisa attraverso la quale si sollecitano i cittadini e le realtà associative ad affrontare insieme i problemi della Comunità, valorizzando il paradigma della cosiddetta sussidiarietà orizzontale o, meglio ancora, sociale. Da questa modalità è scaturita una collaborazione operativa che crediamo abbia prodotto effetti positivi in termini di efficacia degli interventi, di consapevolezza e condivisione di una corresponsabilità di tutti nei confronti della comunità. Crediamo in una comunità aperta, attenta e sollecita nel rispondere ai bisogni dei propri concittadini più fragili e il metodo, in questo tipo di azioni, è sostanza".

"A conferma del modello collaborativo attivato, giova ricordare che lo stesso Piano Socio Sanitario della Regione Emilia Romagna parla di una “presa in carico collettiva” che coinvolga quindi sia il pubblico che il Terzo Settore. Non si tratta di mera assistenza, ma di veri e propri percorsi che richiedono un ruolo attivo della persona in condizioni di bisogno e che mirano all’autonomia - concludono -. Inoltre, l’opportunità offerta da questa nuova modalità di gestione del servizio sociale distrettuale, con la maggiore presenza di un assistente sociale nel nostro Comune, avrà un valore inestimabile. Infatti, consentirà un più agevole raccordo con i servizi sociali del Comune e le altre realtà del terzo settore, una conoscenza della specifica realtà del nostro territorio ed agevolerà l’accesso dei cittadini a questo servizio, limitando dunque la necessità di spostarsi. Saper essere all’altezza dei bisogni dei cittadini in difficoltà, è una sfida che desideriamo portare avanti, facendo nostre le parole di Don Piero Battistini ‘Non bastano le leggi; da sole sono come un gesso. C’è il rischio che un paese muoia dentro; la cultura e l’umanità di tutti i giorni sono l’unica mano che trasmetterà le risposte ai bisogni reali’. Proprio per questo ringraziamo tutte le persone che si impegnano accanto a noi per aiutare chi è in difficoltà".

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