Tutti al capezzale dell'aeroporto, il mondo economico batte un colpo

"Tutti solidali per salvare l'aeroporto. Va dato atto del lavoro fatto al nuovo CDA di Aeradria e a Banca Carim": è la sintesi che Manlio Maggioli, dà della riunione straordinaria di tutti i direttivi delle categorie economiche

“Tutti solidali per salvare l’aeroporto. Va dato atto del lavoro fatto al nuovo CDA di Aeradria e a Banca Carim”: è la sintesi che Manlio Maggioli, presidente della Camera di commercio di Rimini dà della riunione straordinaria di tutti i direttivi delle categorie economiche che si è conclusa in Camera di commercio lunedì pomeriggio, per esaminare, alla presenza dei nuovi vertici della società Aeradria, delle banche del territorio, delle associazioni di categoria e delle imprese, le complesse ultime vicende che hanno toccato Aeradria S.p.A,

“Siamo qui per salvare l’aeroporto”. Ha esordito così Manlio Maggioli, Presidente della Camera di commercio di Rimini, introducendo l’incontro convocato con urgenza dall’Ente camerale per chiarire la situazione di Aeradria, a fronte delle ultime vicende giudiziarie e delle voci incontrollate che si sono levate nei giorni scorsi attorno all’Aeroporto. Di fronte ad una platea gremita di tutti i massimi rappresentati delle associazioni di categoria, delle imprese, delle banche del territorio della provincia di Rimini, hanno così relazionato i nuovi vertici di Aeradria ovvero Cristina Pesaresi, Vice Presidente; Paolo Trapani, Direttore Generale, accompagnati dal prof. Avv. Pierdanilo Beltrami, dello Studio Lombardi e Molinari; e il presidente di Banca Carim, il prof. Sido Bonfatti.

Paolo Trapani, Direttore Generale Aeradria, ha ricordato i passaggi che il nuovo CDA di Aeradria ha dovuto affrontare e gestire a partire dal primo agosto, quando si è insediato, valutando e gestendo una situazione complessa al termine della quale è stata presentata una richiesta di concordato in continuità aziendale, grazie al quale – ha ricordato il dott. Trapani – “sarà possibile far fronte a quasi tutti i creditori dell’azienda, proseguendo nell’operatività, ovvero mantenendo i voli, le entrate, le forze lavoro che ruotano attorno allo scalo di Miramare”.

Sono state ricordate le cifre del piano di rafforzamento al concordato, 5 milioni di Euro di cui 2 milioni derivanti dall’emissione di un prestito obbligazionario convertibile e convertendo (destinato a produrre un rafforzamento patrimoniale della Società per pari importo), per il quale sono già stati raccolti impegni a garanzia dell’integrale sottoscrizione del prestito da parte di primarie banche locali (Banca Carim; Asset Banca; Banca Malatestiana; Banca di Rimini; Banca di Credito Cooperativo Valmarecchia; Banca Popolare della Valconca); 1,3 milioni derivanti dalla emissione di un “minibond” destinato ad essere collocato sul mercato Extra-MOT e per il quale sono già stati raccolti impegni di garanzia dell’integrale collocamento da parte di primarie banche locali (Banca Carim; Asset Banca); - risparmi a seguito, tra l’altro, di accordi sindacali per complessivi 1,7 milioni.

Rispetto ad AIR S.p.A., Trapani ha precisato che “la Società, al fine di tenere conto di tutte le criticità sollevate dal Commissario Giudiziale nella sua relazione, ha anche provveduto ad appostare alcuni fondi rischi che sterilizzino gli effetti di alcune potenziali passività, tra le quali quelle legate alle conseguenze del recente fallimento della società AIR S.p.A. ed al rischio (peraltro contestato) che i creditori di quest’ultima possano acquisire titolo per rivendicare un risarcimento da parte di Aeradria, in quanto società controllante. Quanto poi a Riviera di Rimini Promotions S.r.l., con la quale non esiste alcun rapporto di compartecipazione societaria, la Società ha già provveduto ad integralmente svalutare tutti i crediti che la stessa ha nei suoi confronti. Anzi: è la RdR Promotions ad essere in una posizione debitoria nei confronti di Aeradria”.

Trapani ha poi ricordato il trattamento riservato ai creditori: saranno rimborsati al 100% i creditori privilegiati; al 50% i creditori strategici; al 30% i creditori secondari. A fronte dei 52 milioni di debiti accumulati dalla passata gestione di Aeradria, dunque, 28 milioni saranno convertiti in azioni e altri 12 milioni saranno restituiti garantendo così un risarcimento ai creditori particolarmente elevato rispetto a situazioni analoghe.

“Il nuovo CDA di Aeradria ritiene quindi – ha concluso il dott. Trapani – di aver risposto positivamente alla situazione, integrando ad un piano concordatario ritenuto efficace e risolutivo, altri 5 milioni di euro. Si confida quindi in una prossima riconvocazione dell’adunanza dei creditori, per poter procedere ed arrivare all’approvazione del concordato in continuità aziendale. “Se Aeradria dovesse invece fallire - ha chiosato Trapani - la concessione ENAC cadrebbe ex lege e non si possono immaginare i tempi che ci vorranno per poter far ripartire l’aeroporto. Una soluzione comunque incomprensibile anche a fronte dei 4mila passeggeri che solo sabato sono transitati per lo scalo di Miramare”.

Il prof. Sido Bonfatti, Presidente di Banca Carim, è intervenuto sottolineando l’interesse che muove l’Istituto di credito riminese in questa vicenda: “Un interesse particolare, finalizzato al recupero dei crediti vantati nei confronti di Aeradria, e un interesse generale, riferito all’importanza e il valore che lo scalo ha per l’economia del territorio”.

“Sono rimasto sorpreso – ha detto Bonfatti – dallo svolgimento della procedura, dove si sono presentati estranei e hanno detto la loro. Comunque, se c’è un problema – ammesso che ci sia – va risolto. Se non c’è, ovviamente no. E io credo che il problema non ci sia. Se fallisse l’aeroporto, non ci sarebbe la salvaguardia dei creditori, dei posti di lavoro, della struttura produttiva. Cosa che invece ci potrà essere a concordato approvato. Due gli equivoci che vorrei rimuovere: se l’aeroporto fallisse ci sarebbe maggior rigore, in un’ottica di giustizialismo e trasparenza, nella valutazione dell’operato? Tecnicamente no. Spetterà ai creditori che entreranno nella compagine societaria valutare, in maniera equilibrata e consapevole, il da farsi. In secondo luogo: non so quale interesse possa muovere un curatore fallimentare ad affossare un debitore. Dovrebbe invece favorire il risanamento”.

“In tutto questo – ha concluso il prof. Bonfatti – Banca Carim non ha cambiato idea. Se sono queste le sorprese (l’istanza di fallimento presentata da RdR Promotions e l’intervento di AIR S.p.A., ndr.) ben vengano! E che il piano sia rimesso nelle mani dei creditori, per la propria valutazione personale”.

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