Agli arresti domiciliari va al bar per giocare allo slot machine

Pizzicato dagli agenti della polizia di Stato, si è difeso sostenendo che era la prima volta

Nonostante fosse agli arresti domiciliari, questo non gli ha impedito di uscire di casa per andare al bar e giocare alle slot machine. A finire nei guai è stato un 39enne albanese, sottoposto al provvedimento per reati legati agli stupefacenti, che è stato sopreso alle macchinette dal personale della polizia di Stato intervenuto nel locale dopo che, il titolare sulla Marecchiese, aveva chiamato il 113 per la presenza del cliente molesto. Secondo quanto emerso, lo straniero aveva inserito delle banconote nella macchinetta cambiasoldi ma questa, per un malfunzionamento, non aveva erogato l'importo ed era nata una discussione animata col titolare che aveva prima invitato il 39enne a ripassare il giorno dopo e, poi, costretto a chiamare le forze dell'ordine. Ammanettato per evasione, l'uomo è stato processato per direttissima nella mattinata di lunedì e, davanti al giudice, si è giustificato in maniera alquanto bizzarra. In un primo momento ha sostenuto di aver finito le sigarette e, siccome alla figlia minorenne non le avrebbero vendute, è uscito per acquistarle. Davanti alla slot machine, però, non avrebbe saputo resitere alla tentazione di giocare sottolineando, però, che era la prima volta che accadeva.

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