Lo psichiatra Meluzzi: "Il telefonino è una sorta di protesi del sistema nervoso"

Meluzzi è quindi entrato nel vivo del dibattito, affrontando il tema del rapporto tra adolescenti e tecnologia in maniera lucida, intelligente e, in alcuni casi, ironica e provocatoria

Erano numerosi gli spettatori che sabato scorso al padiglione fieristico di Morciano hanno assistito alla conferenza “Adolescenza e solitudine nell’era dei social network”. Protagonista della serata, promossa da Comune, associazione Inner Wheel Riccione – Valconca e istituto ‘Gobetti, è stato Alessandro Meluzzi, psichiatra, scrittore e volto noto della tv italiana. Oltre 500 persone hanno riempito gli spazi della Fiera: tra di loro anche spettatori provenienti da Riccione, Rimini, Ravenna, tanti insegnanti e numerose famiglie accompagnate dai figli adolescenti.

Dopo il saluto introduttivo del sindaco di Morciano Giorgio Ciotti, la parola è passata a Franca Mulazzani, presidente di Inner Wheel ‘Rosa dei Malatesta’, che ha illustrato brevemente la storia e la missione della neonata (almeno a livello territoriale) associazione, e a Daniela Massimiliani, dirigente scolastico del ‘Gobetti’, che ha parlato della nuova proposta formativa dell’istituto morcianese (liceo linguistico e delle scienze umane) e del compito, non certo facile, dei docenti, chiamati a rapportarsi con i giovani.

Meluzzi è quindi entrato nel vivo del dibattito, affrontando il tema del rapporto tra adolescenti e tecnologia in maniera lucida, intelligente e, in alcuni casi, ironica e provocatoria. “Lo smartphone – ha spiegato lo psichiatra – è diventato oggi una sorta di protesi del sistema nervoso centrale. Uno strumento che è, al tempo stesso, trasmettitore e ricevitore di messaggi, cosa mai successa nella storia della comunicazione di massa”.

Meluzzi ha quindi invitato a compiere una riflessione sui giovani, “sempre meno numerosi” e soprattutto “più poveri rispetto alla generazione che li ha preceduti”. Due condizioni che, secondo lo psichiatra, contribuiscono a creare quello di stato di solitudine e isolamento tecnologico tipico di molti adolescenti. La risposta, secondo Meluzzi, sta nella riscoperta di determinati valori, come “felicità, identità, sicurezza e sovranità”. Spazio infine agli interventi del pubblico che, raccogliendo le provazioni di Meluzzi, ha sollevato numerosi spunti di discussione.

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