Alloggi Peep, l’Amministrazione sottolinea come siano strumentali le polemiche sulla stampa

Secondo palazzo Garampi sono basate su osservazioni che peraltro sono state discusse e affrontate più volte sia con i cittadini, sia con i consiglieri comunali che si sono interessati alla vicenda

Pur comprendendo e condividendo le preoccupazioni del Comitato del V Peep - a seguito della recente delibera di interpretazione della Corte dei Conti che ha spinto il Comune di Rimini a proporre una sospensione per tre mesi del procedimento di riscatto e svincolo degli alloggi Peep – l’Amministrazione sottolinea come siano strumentali le polemiche mosse sulla stampa, basate su osservazioni che peraltro sono state discusse e affrontate più volte sia con i cittadini, sia con i consiglieri comunali che si sono interessati alla vicenda con le interrogazioni in Consiglio. Al centro della presa di posizione del Comitato c’è la presunta mancanza di volontà da parte dell’Amministrazione Comunale di applicare come valore di partenza per il calcolo del riscatto quello degli alloggi di tipo “economico-popolare”, optando invece per “il valore catastale degli alloggi di tipo civile”. Il Comitato però confonde (o chi per esso scrive vuol confondere) due piani ben distinti quali la classificazione catastale ai fini fiscali (peraltro sempre oggetto di critiche e discussioni) e la classificazione che l’OMI fa ai fini della valutazione.

Plastico esempio che trattasi di due cose diverse sta nel fatto che le categorie catastali per le abitazioni sono 8 (da A1 ad A8), mentre i valori forniti dall’Agenzia del Territorio utili ai fini della valutazione fiscale sono raggruppati in tre tipologie (abitazioni di tipo civile, abitazioni di tipo economico, ville e villini). Diversamente la classificazione dell’OMI, dovendosi occupare del valore, si basa su criteri specifici che riguardano la tipologia edilizia (aerazione dei vani, servizi, posizione territoriale) e sulla verifica degli impianti tecnologici (ascensore oltre il terzo piano, impianto citofonico, ecc.). Sono queste le ragioni non opinabili per cui gli alloggi dei condomini in questione sono riconducibili nella tipologia OMI “abitazioni di tipo civile ”, così come le case a schiera vengono inquadrate nella tipologia OMI “ville e villini”. Del resto la classificazione l’Omi (abitazioni di tipo civile) utilizzata per il V Peep è la stessa utilizzata per gli altri Peep: ulteriore dimostrazione che l’idea guida dell’Amministrazione, per orientarsi in questa intricata questione, è stata l’equità.

Lo stesso principio che ha fatto si che si promuovesse la modifica della Legge proprio perché sperequava i cittadini del V Peep e che ora guida l’Amministrazione Comunale nel percorso avviato per richiedere al Governo una rapida e chiara soluzione della questione con l’interpretazione autentica da parte del legislatore dell’emendamento Petitti-Sani. Emendamento che sta alla base della delibera di Consiglio Comunale con la quale si stabiliva l’abbattimento del 50% del valore venale quale base di calcolo, a cui applicare poi gli abbattimenti ulteriori specifici previsti dalla legge sui PEEP. La Delibera della Corte dei Conti invece definisce un abbattimento complessivo massimo pari al 50% del valore venale dei beni.

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Per stare poi nell’ambito del fare chiarezza rispetto alla confusione appare forzata, al limite della strumentalità, la correlazione che è stata fatta tra il valore di riscatto delle aree del V Peep e la vendita dei terreni di proprietà della Fiera. Si ricorda che Fiera di Rimini ha ‘interpellato’ direttamente il mercato immobiliare per avere una valutazione delle aree. I terreni in questione sono andati all’asta e sono stati aggiudicati per oltre 16 milioni di euro, a fronte di offerte, anche di 12 milioni di euro a dimostrazione che non esiste alcuna possibile correlazione.

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