Ammazzato nel parcheggio davanti alla moglie incinta e al figlio di pochi anni

Omicidio in pieno giorno a Misano dove un 25enne di origini albanesi è stato freddato con 7 colpi esplosi da un killer che è poi fuggito facendo perdere le proprie tracce. La vittima aveva piccoli precedenti per guida in stato di ebbrezza ed era anche stato segnalato per droga

Ha tutta l'aria di essere un regolamento di conti l'efferato omicidio, avvenuto lunedì mattina verso le 11.30, nel quale ha perso la vita Zyberi Mimet, albanese 25enne residente a San Giovanni in Marignano, freddato con 7 colpi di pistola nel parcheggio della Conad Rio Agina di Misano Adriatico. Un delitto particolarmente violento, del quale non si conoscono ancora le origini, con la vittima che è stata ammazzata davanti agli occhi della moglie e del figlio. Al momento gli inquirenti stanno ancora lavorando sulla ricostruzione ma, dai primi riscontri, pare che il 25enne fosse andato a fare la spesa nel supermercato e, una volta uscito, si è avviato verso la sua vettura, una Mercedes Classe A, insieme a moglie e figlio. Dopo aver caricato la spesa e messo il bambino nell'abitacolo, si sarebbe avviato per rimettere il carrello nella rastrelliera ed è stato raggiunto dal suo killer che, in rapida successione, ha esploso i colpi mortali con una pistola 7.65. L'omicida, pare insieme ad un'altra persona di sesso femminile, è poi fuggito a bordo di una Fiat Punto facendo perdere le proprie tracce mentre la moglie del 25enne, in preda allo choc, è corsa nel bar del supermercato.

 

Nel parcheggio è accorsa un'ambulanza del 118, insieme all'auto medicalizzata, ma ai sanitari non è restato altro da fare che constatare il decesso dell'albanese. Il parcheggio è stato immediatamente recintato dai carabinieri che hanno iniziato i rilievi di rito. Nei pressi del corpo del 25enne sono stati ritrovati 6 bossoli di pistola mentre, ad alcuni metri in direzione di Rimini, ne è stato repertato un settimo. Sarebbero almeno 5 i proiettili che hanno colpito l'uomo mentre, degli altri due, uno è finito sul paraurti posteriore di una Golf parcheggiata vicino all'auto della vittima e, l'altro, si è conficcato nella tettoia che copre i carrelli della spesa a una decina di metri di distanza dal corpo. Nel parcheggio è poi arrivato il fratello della vittima che, in preda a una crisi di nervi, è stato poi allontanato dai carabinieri.

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Sul luogo dell'omicidio è arrivato il magistrato di turno che, insieme agli inquirenti dell'Arma, ha ascoltato le testimonianze dei presenti. I racconti dei testimoni, tuttavia, non coinciderebbero tra loro. La cassiera del supermercato, che ha servito la famiglia del 25enne, ha raccontato come l'uomo sarebbe stato molto nervoso al momento del conto. In caserma, oltre ai testimoni, è stata sentita anche la moglie dell'albanese ma, al momento, non sono trapelate indiscrezioni sulla sua versione.

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