Anziano sacrestano massacrato di botte da due rapinatori incappucciati

Aggressione a scopo di rapina nella serata di giovedì a San Martino Monte l'Abate, i malviventi fuggiti senza lasciare tracce

Serata da arancia meccanica per un sacrestano 74enne, che presta il suo aiuto nella parrocchia di San Martino Monte l'Abate, aggredito e picchiato da due malviventi incappucciati. Verso le 18 l'anziano si è recato nella chiesa per aprire le porte ai fedeli in vista della Messa delle 18.30 e, dopo aver fatto suonare le campane, si è trovato davanti due individui che lo hanno aggredito e legato. Trascinato nella canonica, è stato preso a calci e pugni per obbligarlo ad aprire la cassaforte ma, la vittima, ha tentato di spiegare ai due che non vi erano contanti disponibili e che stava arrivando il parroco per celebrare la messa. Visti vani i tentativi di mettere le mani sul bottino, i ladri hanno sottratto il cellulare al 74enne e sono fuggiti nei campi.

I primi fedeli hanno dato l'allarme che ha fatto arrivare sul posto un'ambulanza del 118 e il personale della polizia di Stato e della Scientifica. Il sacrestano è stato soccorso e trasportato all'Infermi di Rimini per essere medicato mentre, gli agenti, si sono occupati dei rilievi di rito. Secondo una prima descrizione, uno dei due malviventi potrebbe essere un italiano di circa 60 anni mentre, il secondo, un giovane nordafricano. In nemmeno una settimana è già il secondo tentativo di rapina che si registra a San Martino Monte l'Abate: giovedì 5 neovembre un malvivente, sopreso dai proprietari a rubare in uba villetta proprio a ridosso della chiesa, si era gettato nel vuoto per non farsi prendere. Rimasto semincosciente e in una pozza di sangue, il ladro si era poi ripreso prima dell'arrivo dei carabinieri e dell'ambulanza ed era fuggito nei campi.

Sulla vicenda è inrervenuto il vice sindaco, Gloria Lisi, che in una nota stampa ha voluto esprimere, per conto dell’Amministrazione Comunale, la vicinanza al 74enne aggredito. "Un episodio vile e preoccupante - ha commentato la Lisi - su cui gli organi competenti stanno indagando, sia per le modalità sia per le circostanze e il luogo in cui si è verificato. Auspichiamo che grazie al sempre prezioso lavoro della Questura e delle forze dell’ordine riminesi, anche in questo caso si possa risalire in tempi rapidi agli autori di questa aggressione e che si possa far luce su episodio che comunque dalle prime notizie ferisce la sensibilità perché coinvolge una persona al servizio della vita della parrocchia e quindi della comunità provinciale. Auguriamo una pronta guarigione alla vittima di questo episodio, mettendoci a disposizione per qualsiasi evenienza”. 

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