L'armiere della Uno Bianca: "Mai venduto le armi alla banda dei Savi"

Tamas Somogyi, l'ungherese considerato l'armiere della banda, ha deposto nel Tribunale di Rimini dopo che nel primo processo, annullato della Cassazione su ricorso alla Corte di Strasburgo, era stato condannato in contumacia

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"Non ho mai preso soldi dai Savi e non ho venduto loro armi, ma li ho messi in contatto con due persone che potevano farlo". A dirlo, martedì mattina davanti al collegio del Tribunale di Rimini, è stato Tamas Somogyi, l'ungherese considerato l'armiere della banda della Uno Bianca accusato e già condannato in via definitiva per traffico di armi. Il processo a carico dell'ungherese - che ha già visto alla sbarra dei testimoni tra gli altri Eva Mikula e Roberto e Fabio Savi, i fratelli a capo della della banda composta quasi completamente da poliziotti che a partire dal 1987 e fino all'autunno del 1994, terrorizzò l'Emilia-Romagna e le Marche, uccidendo 24 persone e ferendone 102 - è iniziato da zero dopo l'annullamento della Cassazione su ricorso alla Corte di Strasburgo. Somogyi nel primo processo era stato condannato in contumacia ed a incastrarlo era stata proprio Eva Mikula, ex compagna di Fabio Savi.

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Somogyi, difeso dall'avvocato Massimiliano Scaringella, stavolta ha avuto modo di ribattere alle accuse che nella scorsa udienza la Mikula aveva ribadito. E cioè che lui le armi non le aveva vendute, che aveva messo in contatto i Savi con chi poteva farlo. "Persone - le ha definite - che all'epoca facevano parte di ambienti in cui si potevano comprare le armi". Di come fosse finita la trattativa tra questi e i Savi, Somogyi ha detto non averlo mai saputo. L'ungherese ha anche detto di aver scoperto solo dopo gli arresti cosa avessero fatto i fratelli Savi e di ignorare che fossero poliziotti. Non priva di contraddizione, la testimonianza di Somogyi che comunque ha ribadito di aver conosciuto prima Eva Mikula, quando era la ragazza di Fabio Savi, per un passaporto e poi come la ragazza si prestasse da interprete per l'italiano.

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