Frana di San Leo, in un’assemblea pubblica il punto della situazione

Illustrate alla cittadinanza le attività svolte e le prospettive future. Presentato un documento a cura del Servizio tecnico di Bacino Romagna della Regione

Subito dopo il crollo (27 febbraio), è stata emessa un’ordinanza di evacuazione di tre abitazioni private, della caserma dei carabinieri e della scuola materna - elementare.  Il Presidente della Regione Vasco Errani ha firmato il decreto che riconosce lo stato di crisi al Comune di San Leo, costituendo un Comitato istituzionale e un Centro di coordinamento operativo, per assicurare un’efficace collaborazione tra gli enti interessati e una gestione integrata dell’emergenza. La regia delle operazioni è stata affidata al Responsabile del Servizio tecnico di Bacino Romagna, Mauro Vannoni, coadiuvato dai funzionari regionali Sanzio Sammarini e Claudio Corrado Lucente. La vicenda è stata seguita costantemente dall’assessore regionale Paola Gazzolo. La Regione ha stanziato immediatamente 90.000 euro per la salvaguardia dell’incolumità e l’assistenza alla popolazione e 250.000 euro per studi e indagini.

Nella prima  fase sono state individuate tutte le principali fratture nell’area intorno al crollo, sia sulla sommità della rupe che in parete, e sulla base dei rilievi effettuati è stata presentata al Comitato istituzionale e al Centro di coordinamento operativo una ridefinizione del piano di rischio. In particolare, sono state individuate 4 zone di diverso rischio, oltre a quella del crollo. Nell’Area A, la strada di circonvallazione è da considerare non più agibile. Nell’Area B1, una casa privata e un condominio sono in condizioni di rischio molto elevato e restano inagibili. Nell’Area C, la caserma dei carabinieri, un condominio e la scuola sono collocate in una fascia a rischio minore e tornano a essere agibili, in concomitanza con l’avvio del monitoraggio di fase 1 installato il 18 aprile. Nell’Area B2, il tornante che porta alla fortezza necessita di ulteriori rilievi e approfondimenti e l’installazione di un estensimetro multibase per il monitoraggio in profondità delle fratture (monitoraggio di fase 2). Il monitoraggio di fase 2 riguarda il controllo delle fratture in profondità, dentro la roccia. Per quest’attività, sempre a cura del Servizio tecnico di Bacino Romagna, la Regione ha stanziato altri 250.000 euro. Le operazioni sono in corso e le prime valutazioni tecniche e prospettive sono già state presentate al Comitato istituzionale.

Secondo gli esperti, quindi, è necessario un secondo monitoraggio per aggiornare lo scenario di rischio relativo alle aree attualmente interdette. A questo si deve aggiungere, nei pressi della strada di accesso alla Fortezza, l'istallazione del primo estensimetro per effettuare delle verifiche di stabilità al fine di valutare ulteriori ipotesi di intervento e garantire l'accessibilità al Forte. Per quanto riguarda la strada che porta al depuratore, è invece necessaria una variante del tracciato. Ulteriori interventi necessari sono quelli su Fosso Campone, il rilievo gelogico e geomeccanico generale della rupe un monitoraggio generalle della montagna.

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