Barba, capelli e cocaina: il barbiere a capo della banda di pusher

Maxi operazione antidroga dei carabinieri, tra gli arrestati anche un ristoratore e un macellaio della Valmarecchia

E' di 10 ordinanze di custodia cautelare, 7 in carcere e 3 ai domiciliari, il bilancio dell'operazione "Siviglia 2017" dei carabinieri della Compagnia di Novafeltria che ha stroncato un vasto giro di spaccio nella Valmarecchia. L'indagine, coordinata dal pubblico ministero Davide Ercolani, era partita a gennaio di due anni fa quando i militari dell'Arma hanno iniziato a raccogliere alcune voci di paese sulla vendita di stupefacenti all'interno di alcuni negozi. Sono così iniziati i riscontri che, in particolar modo, si sono concentrati sulla barberia di Novafeltria. Gli inquirenti si sono iniziati a insospettire quando notavano il via vai di persone che entravano nel negozio e uscivano senza essersi fatti tagliare capelli o barba. Il gruppo si sentiva molto sicuro nello spaccio in quanto, le cessioni, venivano effettuate nelle rispettive attività commerciali e lontano da occhi indiscreti coi militari dell'Arma che hanno documentato oltre 1500 vendite di stupefacenti, in particolare cocaina.

Il video dello spaccio nel negozio del barbiere

L'inchiesta si è allargata tanto che, secondo i carabinieri, il gruppo era in grado di movimentare 5 chili di "neve" tra la Valmarecchia, Rimini, Savignano, San Mauro Pascoli  e Gatteo. Lo stupefacente per le varie piazze veniva fornito da un gruppo di albanesi finiti in manette a loro volta in passate inchieste. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, erano due le principali piazze di spaccio: una nella Valmarecchia, a Novafeltria, e l'altra a cavallo con il cesenate. Quella di Novafeltria, in particolare, vedeva tutto ruotare intorno al barbiere coi "clienti" che si accordavano con lui per ordinare le dosi. Nel corso degli anni l'uomo, secondo quanto emerso dall'inchiesta, grazie a questa attività collaterale aveva messo da parte un ingente patrimonio fatto di vetture di lusso, valori e cavalli per oltre 100mila euro nonostante dichiarasse un reddito ai limiti della povertà di 6mila euro all'anno. Nel corso della perquisizione, nella disponibilità del barbiere sono stati trovati anche contanti e assegni, questi ultimi lasciati dai clienti a garanzia dello stupefacente acquistato. Nella perquisizione domiciliare, eseguita all'alba di oggi nell'abitazione del barbiere, i carabinieri hanno trovato titoli di credito (cambiali e assegni in bianco) per 40mila euro lasciati dai clienti che acquistavano la droga a credito. Sono stati trovati in oltre 10mila euro in contanti, alcune dosi di cocaina e bilancini di precisione.

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Anche i fornitori albanesi sono finiti in manette e, in particolare, i carabinieri hanno scoperto che lo straniero aveva abilmente modificato il volante della propria vettura con un alloggiamento segreto. Tramite un pulsante nascosto, lo sterzo si apriva e al suo interno era nascosto lo stupefacente. Altra figura di spicco del gruppo era il macellaio (che nel suo linguaggio le dosi erano chiamate "salamini") che, in una occasione, aveva acquistato una partita di cocaina purissima per 60mila euro. La droga, in parte, era stata rivenduta al barbiere. Il ristoratore, che aveva una attività sia a Novafeltria che a Rivabella, alternava lo spaccio nei due locali. In particolare, durante l'inverno riforniva i clienti della Valmarecchia e in estate, all'apertura dell'attività sulla costa, si trasferiva al mare per vendere la cocaina.

Ricostruita la rete dello spaccio
Anche mamme coi neonati acquistavano cocaina

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