Bellaria Film Festival, i vincitori della 36esima edizione della manifestazione

Lina Wertmüller, ospite speciale e anima del festival, ha ricevuto il premio alla carriera durante la serata conclusiva

Con quasi 3000 presenze, si è chiusa la 36ma edizione del Bellaria Film Festival, tenutasi dal 27 al 30 dicembre. Forte la presenza di giovani, che ha permesso, assieme alla nuova direzione artistica affidata a Marcello Corvino, di rilanciare il festival, con 18 film in gara (tra 93 proposte) sul tema articolo IX della Costituzione Italiana. Ha vinto per il concorso Bei Doc (documentari di qualsiasi formato con durata massima 90 minuti), “Tutto è scritto” di Marco Pavan, di Treviso, premiato con 3000 euro. Motivazione: “Per la forza espressiva e la maturità linguistica con le quali ha mostrato aspetti fondamentali e sottaciuti del pensiero islamico come la cultura, la bellezza e la responsabilità nei confronti della grande eredità del sapere. Un fraseggio filmico profondamente incisivo”. Il Bei Young Doc, per i documentaristi under30, è stato vinto invece da “Riski” di Otto Reuschel di Trieste, a cui sono andati 1000 euro. Motivazione: “Per la capacità di saper catturare l'urgenza e filmarla, per aver trattato il tema dell'immigrazione con sguardo inedito e pregnante offrendo spunti di riflessione lontani dalla retorica. Un linguaggio registico che nulla concede al compiacimento”. Il Doc con la migliore colonna sonora, scelto dal pubblico, è stato invece “Beo” di Francesca Pirano e Stefano Viali, a cui va il Premio Speciale Luis Bacalov di 500 euro.

MENZIONI SPECIALI - Bei Doc a “La morte legale” di Silvia Giulietti e Giotto Barbieri, “per la forza e la partecipazione con cui ha saputo ricostruire il processo creativo ed emozionale di un film leggendario - Sacco e Vanzetti - che ha narrato i pregiudizi, le discriminazioni e le ingiustizie delle grandi istituzioni. Una vicenda esemplare che rimane un monito per la nostra contemporaneità". Bei Young Doc a “Via San Cipriano” di Lea Schlude Ambrosino, “per l'approccio delicato e sentito nei confronti di una generazione, filtrata attraverso l'esperienza personale, che le permette di coglierne la grazia". Giudizio unanime della Giuria presieduta da Moni Ovadia e composta da Felice Cappa - giornalista, autore televisivo Rai e regista; Paolo Fiore Angelini - regista, sceneggiatore e produttore cinematografico e di documentari, e docente DAMS di Bologna; Luisa Ceretto - SNCCI Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani - Fiduciario gruppo emiliano; Enza Negroni - regista e sceneggiatrice. È stato il pubblico a votare la miglior colonna sonora. Moni Ovadia, presidente di Giuria: “Sono convinto che bisogna lavorare affinché il Bellaria Film Festival continui ad avere un futuro “luminoso”, faremo di tutto perché il documentario si affermi come un’arte non subordinata al cinema”.

Lina Wertmüller, ospite speciale e anima del festival, ha ricevuto il premio alla carriera durante la serata conclusiva. “Essere più o meno famosa a me poco importa. Quello che conta è fare del buon cinema, e soprattutto avere la possibilità di farlo. Ci vogliono dei ‘capitali’ per realizzare dei film, il mio invito è quello di mettere a disposizione più risorse economiche. Questo è quello che conta”. Una serie di eventi speciali: la proiezione del film biografico su Lina Wertmuller “Dietro gli occhiali bianchi” di Valerio Ruiz; la retrospettiva sul cinema internazionale: omaggio al Premio Oscar Luis Bacalov e alla musica nel cinema con lo spettacolo / concerto “Una vita da film: Luis Bacalov”, tra i musicisti anche il fondatore dei New Trolls Vittorio De Scalzi. Particolare attenzione per film fuori concorso, con, tra gli altri, Vangelo di Pippo Delbono, Il Flauto Magico di Piazza Vittorio di Mario Tronco (entrambi con la presenza di Petra Magoni) e l’omaggio a Nino Rota Il Mago Doppio.

Soddisfatto il nuovo direttore artistico Marcello Corvino: “Sono molto contento di questa mia prima edizione: per la qualità dei 18 documentari in gara e i tanti giovani registi, per la presenza di Moni Ovadia a guida della Giuria, con il suo sguardo particolare sul cinema, per la grande partecipazione di pubblico e l’elevata cifra artistica degli eventi durante i quattro giorni di festival. Per quanto riguarda i documentari, credo siano opere dell’ingegno e della creatività con la stessa dignità artistica dei film. Il mio intento è quello di fare in modo che il Bellaria Film Festival diventi un punto di riferimento internazionale per i documentaristi, aprendosi a un pubblico più ampio possibile, e che il suo focus possa estendersi a tutte le arti, inclusa la musica, che in un film è fondamentale. Alla Regione Emilia-Romagna, al Comune di Bellaria e all’Emilia-Romagna Film Commission va il mio ringraziamento per il supporto ricevuto”.

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