Cacciatori nel mirino dei carabinieri Forestali, 5 quelli denunciati

La distanza di sparo dalle abitazioni e dalle strade costituisce senz’altro la fattispecie di segnalazione più frequente e recepita con maggiore disagio e irritazione dalle persone

Continua l’attività di controllo sulla regolarità dell’attività venatoria svolta dai Carabinieri Forestali in provincia di Rimini. In poco più di un mese dall’inizio della caccia 144 sono stati i controlli effettuati, 117 i cacciatori controllati, 5 gli illeciti amministrativi contestati per un totale di 770 € di sanzioni, 5 le notizie di reato con 4 cacciatori deferiti all’Autorità Giudiziaria . Sono stati sequestrati  5 fucili semiautomatici da caccia  e 275 cartucce da caccia oltre a due capi abbattuti (1 tordo bottaccio e 1 merlo). In generale sul totale dei controlli solo il 6% ha dato esito negativo a testimonianza di una sostanziale regolarità dell’attività svolta dai cacciatori. Tuttavia sono state scoperte in alcuni casi rilevanti irregolarità per caccia con l’utilizzo di richiami elettroacustici il cui utilizzo è vietato e per l’uso  di armi irregolarmente modificate.
Il fatto più grave rimane comunque il lieve ferimento di un ciclista sulla pista ciclabile del 16 settembre scorso durante la  prima domenica di apertura della caccia. Molto numerose anche le chiamate dei cittadini che chiedono di verificare la distanza dei cacciatori che sparano vicino alle abitazioni.

Dall’apertura ufficiale della caccia il 16 settembre e fino alla scorsa domenica 21 ottobre 2018, l’impegno dei Carabinieri Forestali, in tutta la Provincia di Rimini, affinché l’attività venatoria si svolgesse nel rispetto delle normative vigenti e in piena sicurezza, è stato rilevante con l’organizzazione di specifici e mirati servizi di controllo. L’impegno di 55 pattuglie e 114 militari, complessivamente impiegati nell’intero periodo, ha infatti permesso  l’esecuzione di 144 verifiche e il controllo di 117 cacciatori . In generale il bilancio dei controlli è stato positivo (solo 6% di controlli negativi) con  un approccio responsabile di buona parte dei cacciatori che hanno dimostrato  attenzione al rispetto delle norme; tuttavia non sono mancate le violazioni e la constatazione di criticità in alcune aree, quelle a maggiore densità abitativa, del nostro territorio. Le infrazioni più gravi sono state rilevate dai militari delle Stazione CC Forestale di Rimini (4 Notizie di reato) della Stazioni CC Forestale di Morciano di Romagna (1 Notizia  di reato); i primi, al confine con la provincia di Forlì-Cesena, tra Bellaria e San Mauro Pascoli hanno scoperto alcuni cacciatori che utilizzavano richiami elettroacustici, che non sono consentiti, e in una altana non custodita  alcune cartucce abbandonate. I tre cacciatori scoperti sono stati denunciati all’A.G. e sono stati a loro sequestrati  4  fucili semiautomatici da caccia e 271 cartucce oltre al richiamo elettroacustico e 2 capi abbattuti (1 tordo bottaccio e 1 merlo). I CC forestali di Morciano di Romagna hanno invece individuato un cacciatore che utilizzava un’arma con modifiche non consentite (1 fucile a canna liscia con serbatoio modificato); il cacciatore è stato deferito all’Autorità Giudiziaria e il fucile è stato sequestrato insieme a 4 cartucce. Sono stati poi  rilevati solo 5 illeciti amministrativi per complessivi 770 € complessivi  : le principali contestazioni hanno riguardato la mancata compilazione del tagliando di uscita e il mancato rispetto della distanza dell’esercizio venatorio dalla viabilità e dalle abitazioni. 

La distanza di sparo dalle abitazioni e dalle strade costituisce senz’altro la fattispecie di segnalazione più frequente e recepita con maggiore disagio e irritazione dalle persone; a queste segnalazioni è stata data, per quanto possibile con le forze disponibili (22 carabinieri forestali nelle 6 stazioni presenti) una  risposta immediata con le pattuglie di carabinieri forestali in servizio;   25 sono le segnalazioni giunte alla Centrale Operativa del 112 o al numero verde 1515 a cui è stato possibile dare immediato riscontro. Questa tipologia di illecito risulta non sempre di facile controllo per la possibilità che hanno i cacciatori di allontanarsi velocemente dal punto di sparo. Il fatto più grave, con una segnalazione al momento contro ignoti, inviata all’A.G, resta il ferimento  di un ciclista lungo la ciclabile Marecchia in località Villa Verucchio in data 16 settembre. Il ciclista ferito si è infatti presentato alla Stazione CC Forestale di Rimini pochi giorni dopo l’incidente rendendo testimonianza e formalizzando la denuncia per lesioni personali colpose e per omissione di soccorso nei confronti dei cacciatori che, dalla sponda opposta del fiume, avevano sparato nella direzione della pista ciclabile. Il fatto fortunatamente senza gravi conseguenze (ferita di arma da fuoco al volto - pallino da caccia - recita il referto medico) è al vaglio degli inquirenti, anche in relazione a segnalazioni degli anni scorsi, per verificare eventuali responsabilità sulla  assenza di specifici divieti di caccia nell’area. In ogni caso i CC forestali stanno raccogliendo utili elementi per provvedere ad informare le autorità competenti in materia di pubblica sicurezza al fine di evitare ogni rischio ulteriore. 

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Il Comandante del Gruppo CC Forestale di Rimini ha dichiarato: “i dati dimostrano la grande attenzione che stiamo dedicando, con le forze disponibili, al controllo dell’attività venatoria per la sicurezza dei cittadini e dei cacciatori stessi in un contesto di necessaria regolarità dell’esercizio venatorio all’interno dei limiti previsti dalla legge. Preoccupa molto il caso del ciclista ferito e la criticità già segnalata per la  ciclabile del Marecchia su entrambe le sponde. 
Il nostro impegno continuerà poi con ancor maggiore intensità nei prossimi mesi nei quali si concentrerà la caccia di selezione agli ungulati; questo nella consapevolezza che tale attività, soprattutto quella svolta con il metodo della braccata, presenta un più alto livello di rischio per la presenza di un numerosi gruppi di cacciatori molto vicini tra loro e determina inoltre rilevanti movimenti di ungulati e di altri mammiferi protetti, con aumento dei rischi di incidenti sulle strade; in particolare, in alcuni limitati casi, preoccupa l’esercizio della braccata in aree a maggiore naturalità e poco antropizzate dove trovano un habitat favorevole alcuni esemplari di lupo che invece vengono così’ costretti a spostarsi in aree meno adatte, più antropizzate e dove sono presenti  allevamenti”
 

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