Cantiere Trc di via Serra: iniziata la demolizione dello stabile della famiglia Moretti

Poco prima delle 14 di mercoledì gli operai, scortati dalle forze dell'ordine, hanno iniziato l'abbattimento della struttura. Rigettata dal Gip e dal Procuratore della Repubblica l'istanza di sequestro del cantiere presentata dai proprietari e dal Movmento 5 Stelle. In Procura è stato depositato un nuovo esposto che chiede il sequestro di un'altra struttura da abbattere in via Serra

Con il rigetto dell’istanza di sequestro del cantiere del Trc da parte del Gip, Fiorella Casadei, e del Procuratore della Repubblica, Paolo Giovagnoli, verso le 14 di mercoledì gli operai sono entrati nella proprietà della famiglia Moretti e hanno iniziato ad abbattere la struttura, già finita sotto esproprio, che in parte si trova sul tracciato della metropolitana di costa. Scortati dalle forze dell'ordine, gli operai e la ruspa hanno iniziato i lavori per radere al suolo il manufatto in quanto, come sottolineato da Agenzia Mobilità: "non sussistendo più alcun formale impedimento dopo la sospensione spontaneamente attuata da questa Agenzia al fine di consentire alla Magistratura la più approfondita conoscenza dei fatti e disamina degli atti, i lavori riprenderanno come da programma con le modalità già in precedenza comunicate".

A convincere la magistratura a non concedere il sequestro del cantiere sono state, tra le altre motivazioni, quelle portata dall'ingegner Ermete Dal Prato, responsabile della realizzazione del Trc, che interrogato dal pm ha sottolineato come i manufatti da demolire sono quelli che rientrano nella delibera del Cipe, tra cui anche il fabbricato di proprietà dei Moretti. Il Cipe, nel dichiarare il Trc un'opera di pubblica utilità, ha implicitamente accordato l'esecuzione degli espropri e degli abbattimenti necessari per realizzare il metrò di costa. Il Procuratore, inoltre, ha evidenziato che la sentenza del Tar, che i legali della famiglia Moretti indicano come un caposaldo per impedire i lavori di abbattimento di quanto non finito sotto esproprio, non può essere utilizzata per bloccare la demolizione.

Intanto, in via Serra, continua a montare la protesta dei residenti che stanno vedendo avanzare il cantiere verso le loro proprietà da espropriare e da abbattere. Nella giornata di mercoledì, in Procura, è stato presentato un secondo esposto da parte degli eredi Tamburini, che stanno vivendo una situazione analoga a quella della famiglia Moretti, in cui chiedono nuovamente il sequestro del cantiere per evitare che una struttura di loro proprietà venga demolita.

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