Lotta contro il cancro, la prof in partenza per gli Usa: "Speriamo vada tutto per il meglio"

Lo annuncia la docente universitaria al Corso di Laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche del Campus di Forlì sul sito "Luisa vive se l'aiutiamo"

Si avvicina la partenza per gli Stati Uniti. Il 4 settembre Luisa Stracqualursi sarà al Memorial Sloan Kettering New York per i test genetici preliminari, necessari per l’ammissione al trial sperimentale. Lo annuncia la docente universitaria al Corso di Laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche del Campus di Forlì sul sito "Luisa vive se l'aiutiamo". La prof riminese sta combattendo la sua battaglia contro un tumore in estensione. Nonostante i dolori Luisa non ha perso la speranza. Con un progetto di crowdfunding ha raggiunto la somma necessaria per una cura sperimentale sviluppata negli Usa: la prof è riuscita a mettere da parte circa 200mila euro, mentre gli altri 300mila euro sono arrivati dalla generosità del popolo del web. "Speriamo vada tutto per il meglio", è l'auspicio. La raccolta fondi intanto continua su tutti i canali. "Ulteriori fondi - aveva spiegato - mi consentiranno di sostenere eventuali costi di degenza e di test aggiuntivi che dovessero rendersi necessari, sia per tenere costantemente aggiornati tutti voi, che mi avete sostenuto fin qui".

Come donare:
Luisa vive - Il sito internet con tutte le info su come donare
La raccolta fondi sulla piattaforma online Gofundme

"Mi preme rendere chiaro che, se - per qualsiasi motivo - il denaro proveniente dalle donazioni non potesse, tutto o in parte, essere usato ai fini della mia guarigione, sarà devoluto in beneficenza secondo le indicazioni che ho già depositato dal mio notaio di fiducia, a fini di solidarietà internazionale e di ricerca oncologica - aveva tenuto a specificare la docente -. È solo una precauzione: comprenderete che conto di usarlo per guarire e tornare a insegnare. Ma ci tenevo a farvelo sapere: tutti voi avete messo il cuore in questa mia "impresa", e sento il dovere di informarvi di tutto. Per lo stesso motivo, desidero rendere pubblico una sorta di “bilancio” delle entrate che hanno consentito di raggiungere questo primo grande traguardo. Grazie a tutti dal profondo del cuore: mi state dando una concreta speranza di vita. Vi abbraccio forte, con tanta tanta riconoscenza".

La sua malattia

Luisa in Italia non ha più speranze. Le terapie basate su chemioterapici non stanno arrestando la progressione della malattia. L'unica possibilità che le rimane di vivere è sottoporsi ad una procedura di immunoterapia sperimentale disponibile solo negli Usa, che consiste nell’isolare dal sangue o dal tumore del paziente stesso i linfociti T, per poi selezionare solo le cellule di difesa in grado di riconoscere e attaccare la neoplasia: questi linfociti T specifici per il tumore vengono coltivati in provetta e poi iniettati nuovamente nel corpo del paziente. L'equipe di Steven Rosenberg (National Institutes of Health di Bethesda del Maryland) è riuscita in tal modo ad eliminare completamente il tumore e tutte le metastasi da una paziente che, da due anni, è libera dalla malattia. Altri pazienti stanno guarendo e Luisa può essere una di loro.

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