Chiusura della caserma, il consigliere Renzi: "Il Comune deve riappropriarsi della statua del condottiero"

Il consigliere ripercorre la storia del monumento e continua la sua battaglia affinche venga valorizzato

Il Comune si riappropri e valorizzi la Statua di Giulio Cesare. Con la chiusura della Caserma Giulio Cesare, dopo 83 anni di permanenza a Rimini, non si conosce quale sarà il destino della Statua Giulio Cesare, di proprietà del Comune di Rimini, che si trova al suo ingresso - afferma il consigliere di Fratelli d'italia, Gioenzo Renzi - Pertanto, giovedi scorso , ho chiesto in Consiglio Comunale con una interrogazione al Sindaco che il Comune si riappropri della Statua di Giulio Cesare, dopo 74 anni di peripezie".

La storia della statua

"La statua fu donata dal Capo del Governo Benito Mussolini alla Città di Rimini, inaugurata il 10 Settembre 1933 nel sito sottostante la Torre dell’Orologio della Piazza Giulio Cesare, dove rimase 12 anni fino al 20 Giugno 1945, quando, vittima della “damnatio memoriae” fu rimossa e trasportata dai Vigili del Fuoco in un capannone di Via Dario Campana e poi sepolta nel greto del fiume Marecchia. Nel 1953, dopo 8 anni, la statua fu “riesumata” ma concessa in modo “liberatorio” e “discutibile”, essendo patrimonio del Comune, dal Sindaco Ceccaroni alla Caserma del Reggimento Artiglieria di Rimini. Dal 1960 al 1985, il Comm. Umberto Bartolani si adoperò instancabilmente per ottenere la restituzione della Statua e riportarla dentro le Mura urbane. Il 23 febbraio 1987 (32 anni orsono), la maggioranza di sinistra del Consiglio Comunale respinse l’Ordine del Giorno del sottoscritto, che chiedeva di riprendere, dopo la scomparsa del Comm.Bartolani, le trattative con il Reggimento di Artiglieria per ricollocare la Statua nel centro della Città, o in alternativa, per superare l’ostracismo ideologico, a fianco dell’Arco di Augusto. Il 27 febbraio 1996, la Giunta del Sindaco Chicchi deliberò di collocare la statua di Giulio Cesare in Piazza Tre Martiri, angolo Corso di Augusto, dov’è tutt’ora, copia di quella della Caserma Giulio Cesare, realizzata grazie al Rotary Club di Rimini e alla Cassa Rurale di San Gaudenzo, che sostennero le spese della Fonderia.

La storia della Caserma Giulio Cesare: battaglie, interventi e medaglie al valore

Con la chiusura della Caserma, a maggior ragione, il Sindaco deve chiedere al Reggimento di Artiglieria e, se necessario, al Ministro della Difesa (Lorenzo Guerini del PD), la restituzione della Statua di Giulio Cesare per salvaguardare un Bene di proprietà della Città di Rimini, che non può essere “trattenuto” da chi non ha titolo o “trasferito “ altrove. Come ho già chiesto con la Mozione consigliare del 30.11.2017, e l’interrogazione del 29.11.2018, la statua di Giulio Cesare va collocata in un luogo più adeguato della Piazza per essere valorizzata ed evocare che qui, nell’allora Foro di Rimini, il 49 a.C., Giulio Cesare tenne il discorso ai suoi legionari, dopo aver varcato il Rubicone e pronunciato la storica frase “il dado è tratto-alea iacta est “ (motto sul Gonfalone del Comune di Rimini) per marciare alla conquista di Roma e fondare l’Impero Romano, il più grande della Storia di tutti i tempi. Così è ora di restaurare il suo basamento di bronzo con le lamiere distaccate per eliminare i vistosi e ridicoli rattoppi con lo “scotch”. La Statua di Giulio Cesare, ammirata e fotografata dai turisti, merita, finalmente, rispetto e di essere “liberata” dallo sfondo del bancomat Unicredit e dalle biciclette di contorno.

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