Cocaina, pistola e contanti: in manette banda di pusher

Sorpresi dalla polizia di Stato con mezzo chili di "neve" un'arma clandestina e 8500 euro

Gli inquirenti della polizia di Stato ritengono la banda di albanesi, arrestata nella mattinata di mercoledì con mezzo chilo di cocaina, una pistola clandestina e 8500 euro in contanti, elementi di spicco dello spaccio sulla Riviera. Il personale della Squadra mobile aveva notato una coppia di stranieri a Marina Centro che parlottava con dei connazionali. Già noti alle forze dell'ordine per spaccio, gli agenti hanno deciso di fermare entrambe le coppie per un controllo. Al momento di fornire gli indirizzi di residenza, tutti hanno iniziato a dare vaghe indicazioni tanto da insospettire ulteriormente gli agenti che ben conoscevano dove abitavano. In accordo con la magistratura, si è così deciso di estendere la perquisizione agli appartamenti situati entrambi a Rimini, uno a Marina Centro e l'altro tra Viserba e Torre Pedrera.

I sospetti che nelle abitazioni potesse esserci qualcosa che non andava sono stati fondati: in quello di Marina Centro sono spuntati 80 grammi di cocaina, tutto il materiale per confezionare le dosi e 5mila euro in contanti oltre alle chiavi di un'altro appartamento poco lontano. Nella seconda casa, invece, sono stati trovati altri 350 grammi di "neve", una pistola Beretta caliibro 9 con tutto il munizionamento e 1000 euro in contanti. L'uomo, un 28enne, messo alle strete ha dichiarato di essere il proprietario sia dello stupefacente che dell'arma. Nell'abitazione tra Viserba e Torre Pedrera, dove viveva l'altra coppia, gli agenti si sono imbattuti in un altro albanese anche lui già noto per lo spaccio di stupefacenti. Al momento di identificarlo, lo straniero ha fornito dei documenti con dati anagrafici diversi da quelli conosciuti dalle forze dell'ordine e, nel corso della perquisizione, gli è stato trovato un mazzo di chiavi che apriva l'appartamento dei connazionali.

Anche lui, una volta messo alle strette, ha amesso che nell'abitazione era nascosto dello stupefacente. In un cassetto è stato così trovato un involucro di cellophane che, al suo interno, conteneva ulteriori involucri con le dosi di cocaina oltre a 2500 euro in contanti. Durante la perquisizione, il cellulare del giovane ha continuato a squillare e, gli inquirenti, ritengono si trattasse dei clienti che reclamavano un appuntamento per acquistare la "neve". A finire in manette sono stati i due 28enni che sono stati portati in Questura. Per quello trovato con 350 grammi di cocaina si sono aperte direttamente le porte del carcere e, il suo arresto, dovrà essere convalidato dal Gip. Il secondo, invece, è stato processato per direttissima giovedì mattina col giudice che ha convalidato il fermo per poi rilasciarlo con l'obbligo di dimora e di firma giornaliera fino alla prossima udienza fissata per il 4 marzo.

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