Coronavirus e scuole chiuse, famiglie in tilt: "Trovare una baby sitter è sempre più difficile"

L'Emilia Romagna si avvia alla terza settimana di sospensione delle attività didattica con tantissimi genitori in affanno per la gestione dei figli

Scuole chiuse, attività didattica sospesa e figli a casa. Dal nido per l'infanzia all'Università l'emergenza coronavirus obbliga a misure necessarie per il contenimento del contagio. L'Emilia Romagna si avvia alla terza settimana di stop scolastico e molte famiglie, in particolare chi proviene da altre regioni o Paesi, sta vivendo in affanno quotidiano. Il problema salute collettiva è ovviamente prioritario, ma in questa situazione si crea una spaccatura per numerosi sistemi familiari. "Le aziende sono aperte e al lavoro andiamo ogni giorno, il problema più grande è quello della gestione dei figli", racconta una mamma impiegata in una attività del Riminese. "Per chi non può contare su nonni, sorelle o parenti c'è la corsa alle baby sitter e sta diventando difficile trovarne una, anche perché devi essere sicuro di poter contare su una persona di fiducia".

Il passaparola è il metodo che continua a funzionare, ma le tate più conosciute hanno l'agenda ormai piena. C'è chi ripesca dal portafogli un biglietto preso distrattamente nella sala d'aspetto del pediatra con il numero di una tata e chi ritrova contatti appuntati al Centro per le famiglie di Rimini, dove non mancano gli annunci referenziati. In questi giorni sta però sorgendo un altro problema, tante baby sitter a loro volte hanno figli o nipoti a casa e sono quindi impegnate a loro volta. "Io ho dovuto lasciare mio figlio con i nonni, che però vivono in un'altra regione - racconta un'altra mamma - andiamo a trovarlo nel fine settimana, non saprei come fare altrimenti, lavoriamo entrambi e non abbiamo nessuno che possa tenerlo. In più, adesso ho anche paura a farlo tornare a casa, non vorrei rischiare il contagio".

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Ci sono anche attività che stanno facendo smaltire ai dipendenti ore da recuperare, il lavoro si riduce in alcuni casi a mezza giornata, ma rimane sempre il problema per l'altra metà. C'è anche chi sta anticipando le ferie e chi riesce a lavorare da casa. "Ho un lavoro abbastanza flessibile e sto sperimentando lo smartworking, inoltre con i colleghi ci stiamo organizzando per i turni - racconta un'altra mamma - lavoro mezza giornata e sposto il turno al mattino o al pomeriggio a seconda della disponibilità della baby sitter. Per adesso è l'unica soluzione, cercando di gestire al meglio la famiglia e non perdere il lavoro".

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