Dalla Regione bonus alle famiglie per pagare le rette dei Centri estivi

Confermato il progetto per il terzo anno consecutivo: la scorsa estate beneficio per 20mila bambini e ragazzi in tutta la regione

La Giunta regionale ha approvato nelle scorse settimane la ripartizione tra i Comuni e le Unioni di Comuni dei 6 milioni di euro stanziati per il 2020 e destinati al bonus per le famiglie – fino a 336 euro a figlio per un massimo di 4 settimane - che iscriveranno i propri ragazzi ai Centri estivi la prossima estate. Le risorse sono state suddivise sulla base della popolazione residente in età compresa tra 3 e 13 anni, e permettono alle amministrazioni locali di poter programmare le attività necessarie, a cominciare dal definire l’elenco dei Centri aderenti al progetto. La Regione conferma quindi per il terzo anno consecutivo il" Progetto per la conciliazione tempi cura lavoro: sostegno alle famiglie per la frequenza di Centri estivi", che dimostra anno dopo anno la buona riuscita: nel 2019 sono state 1.280 le strutture che hanno aderito (erano 1.157 nel 2018) e oltre 20mila i bambini e i ragazzi che hanno partecipato alle attività (13mila nel 2018). 

Sono molte le opportunità educative offerte dai Centri estivi del territorio emiliano-romagnolo e differenziate per età: si va dai giochi ai laboratori manuali, linguistici o teatrali, dallo sport alle visite a luoghi di interesse. Attività che promuovono la socializzazione, la crescita individuale dei ragazzi e contrastano la povertà educativa dei più giovani. A livello territoriale, i 6 milioni ripartiti tra i Comuni capofila dei Distretti, in base al numero dei bambini residenti e in età compresa tra 3 e 13 anni (nati dall’1 gennaio 2007 al 31 dicembre 2017), prevedono: per Bologna 1,4 milioni di euro; Modena 1 milione; Reggio Emilia 798 mila euro; Parma 605 mila; Forlì-Cesena 537 mila; Ravenna 500 mila; Rimini 466 mila; Ferrara 398 mila e Piacenza 368 mila euro.

Criteri di assegnazione dei contributi

Come per lo scorso anno, anche nel 2020 i contributi vengono concessi alle famiglie composte da entrambi i genitori, o uno solo in caso di famiglie mono genitoriali, occupati e residenti in Emilia-Romagna, con un reddito Isee annuo entro i 28 mila euro; l’aiuto economico può arrivare fino a 336 euro per ogni figlio iscritto: 84 euro a settimana, per un massimo di quattro settimane di frequenza.

Tempi e modi per chiedere i contributi

Entro la prossima primavera, Comuni e Unioni di Comuni daranno il via ad un nuovo bando per individuare i Centri estivi privati (associazioni, cooperative, parrocchie e altri Enti religiosi) "accreditati" dalla Regione perché in possesso dei requisiti stabiliti dalla direttiva, emanata nel 2018. Tra i requisiti richiesti alle strutture private che intendono aderire al progetto per la conciliazione tempi cura e lavoro, quelli più significativi riguardano la presenza di un progetto educativo - sul quale informare adeguatamente le famiglie - e l’obbligo da parte del personale di presentare una dichiarazione che attesti l'assenza di condanne per abuso di minori, secondo quanto previsto dalla legge nazionale contro la pedopornografia.

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Dopo la chiusura del bando, i Comuni stileranno l'elenco dei Centri - pubblici, gestiti cioè direttamente dal Comune, e privati accreditati - aderenti al progetto. Successivamente i Comuni potranno ricevere le richieste di contributo: i genitori dovranno scegliere uno dei Centri inseriti nell’elenco comunale e la richiesta dovrà essere fatta presentando la dichiarazione Isee. Spettano al Comune l’istruttoria, il controllo dei requisiti e la successiva compilazione della graduatoria delle famiglie individuate come possibili beneficiare del contributo, fino ad esaurimento della disponibilità finanziaria.  

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