Discoteca? No grazie: il 2012 lo aspetto in Caritas

Discoteca? No grazie: il 2012 lo aspetto in Caritas. Succede anche questo a Rimini dove gruppi di giovani, incuranti delle luccicanti proposte del "Capodanno più lungo del mondo"

Discoteca? No grazie: il 2012 lo aspetto in Caritas. Succede anche questo a Rimini dove gruppi di giovani, incuranti delle luccicanti proposte del “Capodanno più lungo del mondo”, le feste le stanno trascorrendo, accanto ai poveri, ai disperati senza casa, agli immigrati, agli italiani che il cenone non se lo possono permettere. Sono alcune decine i ragazzi che  per tutto il mese di dicembre hanno deciso di impegnarsi nei vari servizi della Caritas diocesana.

Il “giro nonni” che provvede alla distribuzione quotidiana di una quarantina di pasti agli anziani soli, la cucina che sforna oltre 200 pasti al giorno, il servizio mensa: “un ristorante sempre più pieno”, come ama ripetere con amara ironia il direttore della Caritas riminese, don Renzo Gradara. Il don crede molto in questo lavoro con i giovani “perché - non si stanca di ripetere - la Caritas non interviene solo sull’emergenza ma ha soprattutto una funzione educativa. Per  promuovere forme concrete di attenzione e di carità verso gli ultimi, in nome della giustizia sociale e per lo sviluppo integrale dell’uomo”.

Ragionamenti non facili da digerire, nel festaiolo clima rivierasco, soprattutto per ragazzi di vent’anni. Eppure vent’anni o giù di lì hanno Riccardo che si aspetta di incontrare in mensa solo dei poveracci e poi quasi si vergogna quando vede arrivare gente in giacca e cravatta. O Gabriele che vorrebbe fare di più perché “l’assistenza non basta ma occorre un progetto di recupero per queste persone”. O Agnese che non si sente una persona speciale e ammette che “la strada per migliorarsi è lunga e difficile e che non sempre si riesce a essere coerenti”. O Francesco e Federico che, a 16 anni appena, hanno già alle spalle diverse esperienze di servizio e agli amici che li prendono in giro rispondono semplicemente: “perché non provi anche tu?”.

Sono i ragazzi del gruppo scout Rimini 5 di Bellariva che, per tutte le domeniche di dicembre, hanno svolto servizio in Caritas. Ma non sono i soli. Altri sono arrivati e arriveranno in questi giorni: gli scout di San Marino, i ragazzi della Parrocchia della Resurrezione, altri gruppi scout provenienti da Forlì, Bologna e dal Friuli. In tutto un centinaio di giovani che, se glielo chiedi, non riescono neppure bene a spiegare perché lo fanno ma sanno perfettamente riconoscere che “questa è la cosa giusta perché fa stare in pace con se stessi”.
 

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