Dissidi economici tra la proprietà e gli affittuari all'origine della chiusura di America Graffiti

La società che gestiva il ristorante in piazzale Kennedy finita al centro di una serie di vicissitudini legali dei titolari del locale

Ci sono una serie di vicissitudini legali ed economiche tra i prorpietari dei muri e gli affittuari all'origine dell'improvvisa chiusura di America Graffiti in piazzale Kennedy a Rimini. A ricostruire la vicenda sono i titolari della società che, da 10 anni, mandava avanti il ristorante in stile Usa che ricordano come la struttura fosse partita da "un importante accordo commerciale con la signora Renata Cabrini (proprietaria della struttura, ndr) per la rinascita dello storico locale Nettuno nato 50 anni prima e gestito insieme al marito". Da parte dei nuovi affittuari "un gravoso impegno: ristrutturare un immobile decadente da anni, ricostruire un'azienda, pagare i canoni demaniali, tentare di riconciliare i figli tra loro in lite". Secondo i conduttori, nel 2013 alla morte della signora Cabrini il patrimonio era passato ai figli che, oltre all'incasso degli affitti, si occupavano la gestione del bagno e del chiosco sulla spiaggia.

"Noi abbiamo onorato ogni impegno - spiegano gli affittuari - ma il canone demaniale corrisposto ai figli non è mai stato riversato, se non in minima parte e solo per alcuni anni, al Demanio; fino al punto che l'Agenzia dell'Entrate, nell'estate del 2018, è intervenuta chiedendo direttamente a noi di pagare nelle sue casse il canone che avrebbero dovuto pagare i titolari della concessione demaniale. Siamo stati dunque costretti, nostro malgrado, ad interrompere un pagamento fino a quel momento versato regolarmente entro il giorno 10 di ogni mese, pur continuando a trattare l'acquisto delle quote con la società titolare della concessione demaniale, così da lasciare a noi, poi, il pagamento anche di tutti i debiti pregressi e delle sanzioni. In questi dieci anni abbiamo impiegato tutte le risorse possibili per dar seguito alla conduzione di un'azienda che pur tra queste mille difficoltà, non ultimo il cantiere che dal 2016 ha stravolto e bloccato piazzale Kennedy, proprio davanti al locale, ha sempre continuato ad essere aperta, dando un servizio 365 giorni all'anno dalla colazione a tarda notte. Abbiamo sempre pagato regolarmente dipendenti, fornitori e tasse".

"Sennonché - concludono gli affittuari - i figli della signora Renata, a più riprese, hanno chiesto al Tribunale di Rimini la concessione di un sequestro giudiziario, che veniva respinto, di un sequestro conservativo, che veniva respinto, di un'ingiunzione di pagamento, ancora respinta, e un provvedimento d'urgenza per la riconsegna dell'azienda, parimenti respinta. Gli stessi impugnavano solo il provvedimento d'urgenza e il Tribunale, inaspettatamente, provvisoriamente accoglieva l'impugnazione e disponeva la restituzione dell'azienda. Il risultato, ora, in attesa del pronunciamento definitivo del Tribunale, è che ventidue dipendenti, che in estate diventano quaranta, sono a casa. Chi ha chiesto la restituzione dell'azienda non è infatti in grado di garantire il diritto dei lavoratori alla prosecuzione dei contratti, così come previsto dalla legge in caso di retrocessione dell'azienda. Continueremo a lottare, in ogni sede e grado di giudizio, per garantire la continuità lavorativa agli oltre venti dipendenti e per tutelare i nostri ingenti investimenti. Continueremo a batterci per continuare a dare vita al Nettuno"

“Ho appreso stamattina dalla stampa locale della improvvisa chiusura dell’America Graffiti, il locale che sorge in piazzale Kennedy - ha dichiarato l’assessore alle Attività Economiche Jamil Sadegholvaad. - Come noto lo stabile è oggetto di concessione poiché si sviluppa su un’area del Demanio dello Stato, con il concessionario che ha dato in gestione la struttura a terzi. Da mesi si rincorrevano voci su presunti dissidi tra concessionario e gestore, una situazione conflittuale che oggi evidentemente è esplosa, nelle modalità peggiori. Informazioni certe riguardo questi dissidi non ne avevamo, anche perché trattasi di dinamiche che non coinvolgono direttamente l’Ente, ma che ci fosse qualche criticità ci è stato confermato dal ritardo da parte del concessionario del pagamento dell'imposta di registro dovuta all'erario per le concessioni dei beni demaniali. Una mancanza, che tra l’altro rappresenterebbe un caso pressoché unico tra tutte le centinaia di concessionari sul territorio di Rimini, che se non sarà regolata entro poche settimane, provocherà l'automatica decadenza della concessione. Come Amministrazione comuale stiamo seguendo da vicino la situazione e speriamo che possa chiarirsi in tempi rapidi, in primis per il personale del locale lasciato impropriamente e improvvisamente a casa. Questa rappresenta la priorità, al di là delle questioni interne tra privati. E’ chiaro che se la situazione resterà in questa fase di stallo e se il concessionario non regolarizzerà nei tempi la sua posizione con l’erario, scatterà automaticamente la decadenza della concessione. A quel punto si procederà con la riassegnazione del bene, che avverrà attraverso i criteri stabiliti dalla specifica normativa europea”.

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