Duplice stupro di gruppo, Gnassi: "Siamo tutti sconvolti, una notte di violenza improvvisa"

Parla anche il primo cittadino di Rimini sul duplice stupro di gruppo della notte scorsa. Il Comune si costituirà parte civile

E’ ancora caccia agli autori del duplice stupro avvenuto nella notte tra venerdì e sabato a Rimini, prima sulla spiaggia e poi all’altezza della statale Adriatica e che hanno visto vittime una turista polacca di 26 anni, stuprata davanti al fidanzato, e un transessuale peruviano che successivamente è stato lasciato tramortito nel fosso. Le forze dell’ordine sono alla ricerca del branco, composto a quanto sembra da quattro stranieri, per cercare di assicurarli alla giustizia.

Sull’argomento si sono espressi in tanti rappresentanti delle istituzioni o del mondo politico locale, esprimendo appunto solidarietà alle vittime e in certi casi mettendo in discussione la sicurezza di una città, Rimini, troppo spesso al centro di episodi di becera violenza soprattutto nel periodo estivo. Il comune di Rimini, per voce del sindaco Andrea Gnassi, ha dichiarato che si costituirà parte civile.

La reazione del sindaco Gnassi

"Non nascondiamolo: davanti a fatti tremendi, fuori anche da ogni perversa 'logica' criminale, in cui il tratto dominante è il male e la mancanza di qualsiasi pietà e umanità, vacilla l'architrave stessa della convivenza delle persone in quella che si definisce comunità. Ognuno di noi, d'istinto, può pensare a qualsiasi tipo di punizione possibile per i responsabili. Per le tre vittime dell'allucinante notte di terrore tra venerdì e sabato, Rimini chiede giustizia. Significa, una volta individuati, arrestati e processati, condannare i responsabili alla punizione massima prevista dalle leggi vigenti. Senza sconti, senza attenuanti, senza psicologismi e sociologismi, senza buone condotte: la punizione massima prevista dalle leggi vigenti” - ha detto il sindaco Gnassi.

“Siamo tutti sconvolti, Rimini è sconvolta per questa notte di violenza improvvisa, inaudita, belluina e crudele. Ma soprattutto Rimini e la comunità riminese si stringe adesso intorno alle vittime. Il Comune, insieme all'Ausl e ad altre istituzioni, ha già attivato tutte le misure di aiuto e supporto, da quello medico sanitario a quello psicologico, agevolando anche il collegamento con le famiglie per i due ragazzi polacchi. Continueremo a farlo nelle prossime ore e nei prossimi giorni. Ed è per loro che la comunità riminese si costituirà parte civile allorché comincerà il processo nei confronti dei pazzi criminali responsabili di tutto questo. Siamo sicuri che non ci sarà da aspettare molto”.

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L'assessore regionale Emma Petitti 

“Gli episodi di violenza e orribile terrore che si sono verificati nella nostra città sono inaccettabili e intollerabili. Stiamo seguendo con ansia il lavoro delle nostre forze dell'ordine nell'attesa che i responsabili vengano consegnati alla giustizia il prima possibile”. L’assessore regionale al bilancio e alle pari opportunità Emma Petitti esprime lo sdegno suo e dell’intera Giunta regionale per i gravissimi fatti di cronaca avvenuti ieri a Rimini.  “Quanto accaduto non è un fatto solo criminale ma va oltre ogni confine di umanità. Spero che ognuno faccia la propria parte affinché non accada più. Lo dico molto chiaramente: non c'è posto per le bestie nelle nostre città. Rimini è modello nel mondo per la sua apertura e la sua accoglienza, non permetteremo che un gesto di un gruppo criminale metta in discussione questo. Abbiamo fatto della legalità, in ogni settore, la nostra base di lavoro perché non ci può essere turismo senza sicurezza. Alle vittime va tutta la vicinanza della Regione Emilia-Romagna e l'augurio che possano riprendersi al meglio da questo terribile incubo".

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