Esalazioni di cloro, sotto sequestro la piscina. Il bilancio è di 25 intossicati

La Procura apre un fascicolo per accertare le cause del malfunzionamento dell'impianto che ha provocato le irritazioni

La Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo d'inchiesta sull'intossicazione di 25 persone, per la maggior parte bambini, avvenuta nella mattinata di mercoledì in una piscina di Santarcangelo. Un atto dovuto, per accertare le cause scatenati delle esalazioni, e che ha portato alla chiusura dell'impianto messo sotto sequestro amministrativo. Secondo quanto emerso, intorno alle 11 il gruppo di quelli che hanno accusato le irritazioni si trovava tutto in uno specifico punto della vasca. Si tratta di 25 persone di cui 17 bambini, 6 disabili e 2 adulti che hanno avvertito dei bruciori in tutto il corpo. In quel momento, altre persone si trovavano in acqua ma non hanno riportato danni. E' scattato l'allarme e tutti sono stati fatti uscire dalla piscina mentre sul posto sono accorsi i mezzi del 118, cinque ambulanze e due auto medicalizzate, oltre ai vigili del fuoco e ai carabinieri della Stazione di Santarcangelo.

Bambini e adulti sono stati soccorsi dal personale sanitario e smistati nei nosocomi di Cesena, Rimini e Santarcangelo. Al "Bufalini" sono stati ricoverati 11 minori e 2 adulti, altri 6 bimbi all'Infermi e i 6 disabili sono stati trasferiti al "Franchini". A parte lo spavento per i più piccoli, tutti sono in corso di dimissioni dai vari nosocomi con prognosi di pochi giorni. L'unico ad essere tenuto ancora sotto controllo, per problemi allergici che comunque sono in via di risoluzione, è un maggiorenne che si trova a Cesena. Le indagini eseguite immediatamente sul posto dal personale del 115, tuttavia, non avrebbero riscontrato livelli anomali di acido o di cloro utilizzati per depurare le acque della piscina che vengono dosati attraverso un impianto computerizzato che analizza ogni pochi minuti lo stato dell'acqua nella vasca.

Nel pomeriggio, nell'impianto, sono stati effettuati ulteriori campionamenti dai tecnici dell'Ausl per analizzare in maniera più accurata lo stato dell'acqua. Una delle ipotesi più accreditate è che, al momento dell'allarme, una delle pompe che immette nella piscina l'acqua depurata si sia bloccata per alcuni minuti proprio mentre l'impianto stava effettuando il ciclo per regolare l'acido e il cloro. Le sostanze, quindi, sarebbero arrivate attraverso il tubo proprio nella zona in cui si trovavano i bagnanti intossicati causando la reazione urticante.

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