Feroce rapina alla sala slot, dipendente picchiato e sequestrato dalla banda

Notte da Arancia Meccanica per l'addetto della struttura costretto dai malviventi ad aprire la cassaforte

Notte da incubo, quella tra mercoledì e giovedì, per il dipendente della sala slot Terry Bell di via Flaminia picchiato e sequestrato da una banda di rapinatori. I malviventi sono entrati in azione verso le 3 quando, un componente del gruppo, è entrato da solo per giocare alle macchinette mangiasoldi ospitate nel seminterrato del bowling di Miramare. A quell'ora, per entrare, è necessario che il dipendente sblocchi la porta di sicurezza e l'uomo si è diretto alle apparecchiature per fare una puntata. Dopo essersi guardato intorno, il finto giocatore ha sbloccato a sua volta la porta d'ingresso permettendo così ai complici di fare irruzione nella sala giochi.

Altri quattro, almeno, hanno bloccato immediatamente l'unico dipendente iniziando a minacciarlo per avere i contanti. Nella cassa erano presenti circa 6mila euro ma, la banda, pretendeva molto di più. Sono iniziate così le minacce e le aggressioni fisiche per convincere la vittima ad aprire la cassaforte a tempo fino a quando i malviventi, resisi conto che l'uomo non le aveva, lo hanno immobilizzato e chiuso in uno sgabuzzino. E' stato a questo punto che i rapinatori, armati di piedi di porco, hanno iniziato a scardinare le slot machine per impossessarsi dei contanti custoditi nele gettoniere. Terminato il lavoro, non prima di aver minacciato il dipendente a non uscire dallo sgabuzzino e avergli preso le auto della sua vettura, si sono impossessati delle registrazioni delle telecamere di videosorveglianza e sono fuggiti facendo perdere le loro tracce.

Superata la paura, la vittima è riuscita a liberarsi e a dare l'allarme facendo accorrere la polizia di Stato. Secondo quanto emerso, il bottino dovrebbe aggirarsi sui 20/30 mila euro e, i componenti della banda, parlavano in inglese. Nella sala slot sono intervenuti gli inquirenti della squadra Mobile e il personale della Scientifica a caccia di indizi utili per individuare i componenti del commando ma, la mancanza delle registrazioni della videosorveglianza, ha reso più difficile il lavoro degli investigatori.

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