La Forestale: "Popolazione di lupi in calo sul territorio, sbagliato l'abbattimento dei cinghiali"

Il comandante provinciale Aldo Terzi: "Da 2 anni non registriamo nuovi predatori, anche gli attacchi al bestiame da pascolo sono in diminuzione"

Vita dura per i lupi che vivono nell'appennino a cavallo della provincia di Rimini e che, ultimamente, sono finiti nel mirino degli allevatori che denunciano "attacchi in serie agli animali da pascolo". Dati che, però, non trovano conferma dai monitoraggi fatti dai carabinieri Forestali che, insieme alle guardie volontarie incaricate dalla polizia provinciale di Rimini, tengono costantemente sotto controllo la popolazione dei predatori che si aggira nell'entroterra e tra le valli. "Negli ultimi due anni - spiega il comandante provinciale dei carabinieri Forestali, Aldo Terzi - il numero dei lupi censiti non è assolutamente aumentato e, semmai, è in lieve calo". Una situazione frutto, soprattutto, dell'azione di disturbo svolta dall'attività venatoria e probabilmente anche da quella di bracconaggio. Il lupo, in realtà, per l'80% si ciba di cinghiali e, in parte, di caprioli ma il progressivo aumento dei terreni riservati all'attività venatoria ha effetti negativi sulla catena alimentare naturale.

Con una popolazione di lupi in diminuzione, e di pari passo un aumento di quella dei cinghiali, il danno per allevatori e agricoltori è doppio. "L'abbattimento dei cinghiali invocato da più parti dagli agricoltori - prosegue il colonnello Terzi - spinge il lupo a modificare la sua dieta spingendosi verso territori più antropizzati e, per trovare il cibo, è costretto ad attaccare gli animali da pascolo.  Negli ultimi tempi, tuttavia, non abbiamo registrato picchi di animali da pascolo sbranati dai lupi. I casi di cui siamo a conoscenza rappresentano un numero nella media e, a mio parere, fisiologico". I dati sono confermati anche dal servizio agricoltura della Regione Emilia-Romaga che, al momento, ha ricevuto solo alcune denunce per gli attacchi nei pascoli concentrati nel territorio del comune di Pennabilli.

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"Il monitoraggio 2019 dei lupi nell'entroterra riminese, tra le valli del Marecchia e del Conca - spiega il coordinatore della mappatura Giampiero Semeraro - è ancora in corso e si concluderà con la fine di settembre. Al momento, utilizzando il sistema del wolf howling che simula gli ululati dei predatori e che in base alle risposte degli animali ci permette di capire dove e quanti sono, posso dire che ci sono meno risposte sul territorio rispetto a quelle ottenute nel 2018. I gruppi di lupi, quindi, potrebbero essersi spostati altrove. Per quanto riguarda il problema rilevato dagli allevatori, il lupo c'è ed è un animale predatore che, oltre alla selvaggina, occasionalmente prende di mira anche gli allevamenti. E' normale che ci siano gli attacchi al bestiame ma, a livello informale, mi risulta che non siano numeri allarmanti. D'altra parte, ci sono tutta una serie di tutele per gli allevatori che possono accedere ai fondi regionali per allestire metodi di protezione al bestiame e ricevere dei rimborsi per i capi abbattuti. Quindi, o le predazioni ci sono e non vengono denunciate o sono eventi occasionali".

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