Frana di San Leo, dopo il crollo della parete dichiarato lo stato di crisi regionale

Ammonta a 340 mila euro la spesa finora sostenuta dalla Regione per fronteggiare l’emergenza: 250 mila euro destinati al monitoraggio della parete rocciosa, ai rilievi topografici e geotecnici e all’installazione di strumentazioni specialistiche e 90 mila euro a favore del Comune di San Leo

Dichiarato lo stato di crisi regionale nel comune di San Leo, a Rimini. Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, ha firmato oggi il decreto (n. 40 del 21 marzo 2014) che riconosce lo stato di crisi - della durata di 90 giorni a partire dal 20 marzo - in seguito alla frana del 27 febbraio scorso che causò il crollo parziale della Rupe. Per assicurare un’efficace collaborazione tra gli enti interessati e una gestione integrata dell’emergenza vengono inoltre costituiti un comitato istituzionale e un centro di coordinamento operativo. "San Leo è un gioiello ambientale e paesaggistico che, assieme a tutte le altre istituzioni coinvolte, intendiamo tutelare con ogni mezzo a nostra disposizione - afferma l’assessore regionale alla Protezione civile, Paola Gazzolo.Dopo lo stanziamento delle prime, importanti risorse regionali, tra cui quelle per l’assistenza alla popolazione, ora prosegue il dialogo con il Governo per giungere alla dichiarazione dello stato di emergenza nazionale. Lo stesso presidente Errani lo ha richiesto al presidente del Consiglio e al capo Dipartimento nazionale della Protezione civile. Si tratta di un passo indispensabile per fronteggiare le conseguenze delle abbondanti precipitazioni e dei dissesti che nei primi due mesi del 2014 hanno colpito la Valmarecchia e l'intero territorio emiliano-romagnolo".

Il comitato istituzionale, presieduto dal presidente della Regione, è composto dall’assessore regionale alla Protezione civile, dal prefetto di Rimini, dal presidente della provincia di Rimini, dal presidente dell’Unione Comuni Valmarecchia, dal sindaco di San Leo e dal direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell’Emilia-Romagna. Ha il compito di valutare e concordare le ulteriori misure ed iniziative da intraprendere per fronteggiare il fenomeno franoso in atto. Il centro di coordinamento operativo, insediato presso il Comune di San Leo, supporta il comitato istituzionale ed è coordinato dal vicesegretario comunale, in raccordo con il direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile. È suddiviso in aree di competenza, assegnate a funzionari del Comune di San Leo, della Provincia di Rimini e del Servizio tecnico di bacino Romagna: segreteria di coordinamento, funzione tecnica di valutazione, assistenza alla popolazione, logistica e volontariato, servizi essenziali, servizi scolastici e assistenza sociale, comunicazione. Ammonta a 340 mila euro la spesa finora sostenuta dalla Regione per fronteggiare l’emergenza. 250 mila euro destinati al monitoraggio della parete rocciosa, ai rilievi topografici e geotecnici e all’installazione di strumentazioni specialistiche. 90 mila euro a favore del Comune di San Leo, finalizzati alla perimetrazione e messa in sicurezza delle zone a rischio crollo, sistemazione delle aree di accesso al Fosso Campone, assistenza alle persone evacuate e altri provvedimenti a favore della popolazione. 

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