Frana di San Leo: il punto sulle ulteriori risorse statali e regionali per la Rupe

Il Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti ha stanziato 2 milioni di euro per la prosecuzione degli interventi volti alla lotta al dissesto idrogeologico del celebre masso

Il Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, nei giorni a cavallo di Ferragosto,  ha emesso un comunicato stampa di particolare interesse per la comunità leontina, ovvero lo stanziamento di 2 milioni di euro per la prosecuzione degli interventi volti alla lotta al dissesto idrogeologico del celebre masso. Nell’impegno messo in campo dal Governo per l’Emilia Romagna nel corso della riunione del Cipe di metà agosto a Palazzo Chigi (dove è arrivato il via libera alla programmazione 2014-2020 dei Fondi Sviluppo e Coesione) vi è un chiaro riferimento alla Rupe.
“Va sottolineato - ha spiegato il Ministro Galletti - che gli interventi per l’Emilia Romagna rappresentano anche risposte precise a problemi storici come il consolidamento della Rupe di San Leo o i lavori per la messa in sicurezza dell’area appenninica attorno a Gaggio Montano. Nel dettaglio si tratta di 8,7 milioni per gli interventi contro il dissesto franoso nei comuni di Castiglione dei Pepoli, Torriana, San Leo, Gaggio Montano, Novafeltria, Canossa e Cesena”. 

A seguito di questa buona notizia, è utile fare il punto sui finanziamenti pubblici che il Servizio Tecnico di Bacino Emilia Romagna (ente appaltante) sta trasformando in opere, lavori e monitoraggi della Rupe e su quelli in divenire: sono terminati i lavori per euro 600.000 nella porzione inferiore dell’enorme accumulo di frana nel Fosso Campone, lo si ricorda, di circa 300.000 mc di roccia (coltre); sono stati appaltati dal medesimo Servizio Tecnico di Bacino altri 205.000 per ulteriori opere – con inizio lavori a settembre 2016 – volti a stabilizzare e contenere la parte sommitale dell’accumulo detritico (coltre) e per impedire che possa iniziare a traslare verso valle, visto l’enorme peso, scivolando sulle argille basali; utilizzando i 2 milioni contenuti nella delibera CIPE di cui sopra, il Servizio di Bacino progetterà gli interventi, prioritariamente per azioni in grado di consolidare la porzione di rupe rocciosa sottostante all’unica strada di accesso alla Fortezza (che, seppur fortunatamente non direttamente coinvolta nel crollo, è “sotto osservazione”), in corrispondenza del tornante più esposto, traguardandone – qualora le risultanze tecniche finali fossero positive – la riapertura. Si ricorda infatti che, dal 27 febbraio 2014, la possente Fortezza è sempre raggiungibile dai turisti tramite apposita ed autorizzata linea di bus-navetta (o percorso pedonale), come avviene in questi giorni, con peraltro grande affluenza turistica.

“Sono notizie  - ha commentato il Sindaco Mauro Guerra - che erano ufficiosamente di nostra conoscenza,  frutto però di un incessante impegno e tenacia, che rincuorano sul serio la città. La vicenda del crollo, oggettivamente, è la dimostrazione di serietà della filiera di intervento allestita all’indomani del crollo  (Amministrazione Comunale, Regione Emilia Romagna, Servizio Tecnico di Bacino, Agenzia Regionale Protezione Civile, Provincia, Ministero Ambiente,..). Dopo la costruzione della bretella di circonvallazione, inaugurata recentemente e che ha permesso il ritorno alla normalità della viabilità del centro storico, si traguarda per l’anno prossimo il ritorno alla normalità dell’accesso in Fortezza. La priorità rimane anche quella della procedura di riconoscimento del danno agli evacuati che hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni. Attendiamo la pubblicazione dell’ intesa fra i vari Ministeri in cui saranno precisate le modalità operative (valide per tutte le 5 calamità Emiliano Romagnole in istruttoria), in costante contatto con l’Agenzia di Protezione Civile Regionale e con la speranza, sempre più concreta, di concludere positivamente la vicenda entro il 2016".
 

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