Frana di San Leo, tecnici e specialisti al lavoro per monitorare la situazione

Dopo la riunione tecnica, alla quale hanno partecipato il presidente della Regione, Vasco Errani; il presidente della Provincia di Rimini, Stefano Vitali e il Prefetto, Claudio Palomba, sono stati definiti i punti per controllare il crollo

Riunione tecnica, venerdì pomeriggio a San Leo, a una settimana dall'imponente crollo che ha interessato un costone della rupe facendo precipitare 500mila metri cubi di terra a valle. Oltre ai tecnici specializzati, all'incontro hanno partecipato il presidente della Regione, Vasco Errani; il presidente della Provincia di Rimini, Stefano Vitali e il Prefetto, Claudio Palomba, e sono stati definiti i punti per controllare il crollo. Per il monitoraggio in continuo dei movimenti in parete con la precisione dell’ordine del millimetro con trasmissione dati in remoto è stato allestito, a cura dell'Università di Firenze, un radar da terra. Giovedì, 6 marzo e venerdì, 7 marzo è stata fatta la predisposizione logistica (piattaforma, linea elettrica, antenna direzionale e copertura protettiva), installazione radar e avvio del monitoraggio. Per lunedì 10 sono previsti i primi dati del monitoraggio. A cura dell'Università di Bologna​, è stato predisposto un laser scanner per la restituzione digitale della geometria del fronte di crollo e dell’accumulo e ricostruzione dell’andamento delle fratture e confronto con analogo rilievo ante-crollo. Per completamento del rilievo laser scanner con estensione all’intera rupe e alle aree limitrofe ai piedi della rupe stessa (rilievo topografico e ortofotogrammetria), sono stati predisposti dei rilievi con drone/multirotore. L'Università di Bologna ​si occuperà della prima fase del monitoraggio strumentale con la posa dei primi estensimetri sulle fratture principali e la posa di accelerometri su alcuni dei fabbricati sgombrati e aree esposte per la misura di eventuali movimenti e vibrazioni​. Del rilievo geomeccanico in parete dopo verifica condizioni di sicurezza con drone​ e del rilievo geomeccanico in sommità, per un areale più esteso​. Sulla base delle attività verranno preparate delle valutazioni sulle condizioni di stabilità dell’ammasso roccioso interessato dal crollo, la ridefinizione dello scenario di rischio, la definizione di una seconda fase di monitoraggio strumentale e l'individuazione di prime strategie di intervento per il consolidamento e mitigazione del dissesto.

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