Rupe di San Leo, Bonaccini: "La sua tutela una priorità per la Regione"

"Adesso andiamo avanti con il monitoraggio, nel frattempo il ministero dell’Ambiente e Italia sicura hanno già in mano i progetti messi a punto per la salvaguardia di San Leo”, afferma Gazzolo

Per la Regione Emilia-Romagna la tutela di San Leo e della sua Rupe rimane una priorità: si tratta di un gioiello paesaggistico e ambientale da proteggere con tutti i mezzi e le risorse possibili. E già dalle prossime settimane questo patrimonio sarà fruibile in tutta la sua bellezza.
Lo ha affermato il presidente della Regione Stefano Bonaccini, intervenendo a un convegno organizzato nel paese riminese in occasione del primo anniversario dal crollo di una parte della Rupe, avvenuto il 27 febbraio dello scorso anno.

“Proprio per proteggere e valorizzare questo patrimonio della nostra terra - ha anticipato Bonaccini - abbiamo già presentato al ministero dell’Ambiente i progetti per il consolidamento della Rupe e di Fosso Campone, chiedendo  che vengano inseriti nel  Piano decennale contro il dissesto idrogeologico. Si tratta di interventi per 7 milioni e 800 mila euro. La difesa del suolo è una delle priorità del nostro mandato, per questo continueremo ad investire risorse nella prevenzione e manutenzione, per non dover affrontare solo le emergenze”.

Il lavoro di squadra svolto in un anno ha prodotto risultati concreti e in tempi celeri: “Con il coinvolgimento della comunità scientifica - ha aggiunto il presidente - abbiamo messo insieme le migliori tecnologie e le migliori professionalità regionali per le azioni di monitoraggio e gli interventi di messa in sicurezza. Questo è un esempio di come l’Emilia-Romagna sa lavorare di fronte alle emergenze. Capace anche, e lo faremo nelle prossime settimane, di definire un piano delle emergenze per i prossimi cinque/dieci anni, con grande senso di responsabilità, perché siamo consapevoli che non tutto può essere classificato come ‘emergenza’”.

Anche l’assessore alla Difesa del Suolo Paola Gazzolo ha sottolineato la capacità di cui ha dato prova l’intero sistema regionale: “Abbiamo iniziato a lavorare subito in modo coordinato e integrato a tutti i livelli di governo, mettendo a disposizione 1,5 milioni di risorse, oltre un terzo delle quali dal bilancio regionale. Adesso andiamo avanti con il monitoraggio, nel frattempo il ministero dell’Ambiente e Italia sicura hanno già in mano i progetti messi a punto per la salvaguardia di San Leo”.

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