I centri antiviolenza contro il decreto Pillon: all'incontro di protesta anche Rompi il silenzio

"Se approvato, il disegno di legge farebbe entrare in vigore misure inique che danneggerebbero le donne, soprattutto quelle che subiscono violenza"

I centri antiviolenza dell'Emilia-Romagna si schierano contro il decreto Pillon. Non solo, aderiscono anche alla conferenza stampa di protesta organizzata per martedì pomeriggio, da una serie di associazioni femministe, centri anti-violenza e sindacati per fermare l'approvazione del decreto legge proposto dal senatore della Lega, Simone Pillon. Mentre a Montecitorio, a Roma, in commissione Giustizia si discutera' sull'approvazione della legge che intende riformare alcune norme in materia di affidamento e famiglia, a Palazzo Madama, dalle 16.30, ci sarà una conferenza stampa di protesta organizzata, tra gli altri, da Differenza Donna Ong, Donne in rete contro la violenza, Udi, Rebel Network, Se non ora quando?, Casa internazionale delle donne, Arci, ArciLesbica Roma, Cgil, Uil, Uaar e l'associazione nazionale Giuristi democratici. E anche l'Emilia-Romagna sarà presente, con il Coordinamento composto dalla Casa delle donne per non subire violenza di Bologna e Modena, insieme ad altre realtà come Vivere Donna (Carpi), Sos donna onlus (Faenza), Centro donna giustizia (Ferrara), Trama di Terre (Imola), La citta' delle donne (Piacenza), Nondasola (Reggio Emilia) e Rompi il silenzio (Rimini). L'obiettivo è "chiedere un impegno concreto dei parlamentari contro l'approvazione del ddl Pillon", scrive il Coordinamento regionale. Il disegno di legge Pillon, "se approvato, farebbe entrare in vigore misure inique che danneggerebbero le donne, e fra loro, in modo particolare, quelle che subiscono violenza, oltre che i bambini e le bambine", scrive il Coordinamento in una nota. 

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Nonostante una petizione online su Change.org da oltre 170.000 firme, le manifestazioni del 10 novembre e i richiami del Garante per l'infanzia, "il ddl Pillon non e' stato ritirato", lamenta il Coordinamento dei centri antiviolenza dell'Emilia-Romagna. Per questo ora "e' necessario che anche dalla politica arrivi un impegno concreto contro un progetto oscurantista, che non solo sembra ignorare la pervasivita' della violenza maschile contro le donne in Italia, ma addirittura la rinforza, rendendo piu' difficile per le donne chiedere la separazione e uscire dalla situazione violenta. (Fonte Agenzia Dire)

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