"I riminesi continuano a pagare la vergognosa situazione della nuova questura in via Ugo Bassi"

Ad intervenire sull'immobile abbandonato che sarebbe dovuto diventare la cittadella della sicurezza è l'assessore Jamil Sadegholvaad

“Vale le pena non fare passare sotto silenzio, o peggio come ‘normalità’, quanto accade periodicamente in via Ugo Bassi a Rimini, nell’immobile destinato a nuova Questura, lasciato vergognosamente dallo Stato italiano e da un privato sulle spalle della comunità riminese". A tuonare sulla situazione oramai insostenibile dell'immobile che avrebbe dovuto ospitare la cittadella della sicurezza e l'assessore Jamil Sadegholvaad che interviene sul degrado in cui versa la struttura. "Si tratta di un caso meschino di menefreghismo istituzionale, di ‘rompo e i cocci sono tuoi’ - prosegue Sadegholvaad. - Sarebbe ripetitivo ricordare i termini della questione ma concentriamoci solo sulle ultime evoluzioni. Mentre il Comune di Rimini, in ottemperanza al protocollo sulla Sicurezza sottoscritto in Prefettura a dicembre 2017, investe 700 mila euro e completa le procedure per il trasferimento temporaneo della sede della Polizia di Stato in piazzale Bornaccini (i lavori sono cominciati lunedì scorso), la ‘balena di cemento’ spiaggiata lungo via Roma non solo resta il monumento a uno Stato inefficiente,a Ministeri  arroganti e a un privato avido ma continua a creare problemi e a generare impropri costi a carico della collettività locale. Il Comune di Rimini sta infatti firmando l’ennesima ordinanza che impone alla curatela fallimentare la bonifica dei ristagni idrici formatisi lì dentro nelle ultime settimane. Una situazione di degrado che giustamente inquieta i residenti in zona, che ha mosso prima l’Ausl Romagna e quindi il Comune di Rimini che ordinerà alla proprietà di provvedere al ripristino di dignitose condizioni. E se ciò non avverrà sarà l’Ente a provvedere con un intervento ‘in surroga’, il cui costo sarà poi messo sul conto della curatela privata".

"Ma va sottolineato questo - aggiunge l'assessore - è già la quarta volta in quattro anni che l’amministrazione pubblica deve intervenire a proprie spese per riparare i guai fatti dallo Stato e dalla società Da.Ma. Siamo già nell’ordine di 30 mila euro, che la comunità riminese ha dovuto tirare fuori dalle proprie tasche. E che, vista la situazione critica in cui versa l’immobile, chissà se e quando rivedrà. Adesso, con la nuova ordinanza, probabilmente si aggiungeranno altri 3-4-5 mila euro per bonifiche ambientali. Denaro che uscirà dalle tasche dei riminesi che evidentemente per i Governi centrali devono pagare per gli errori altrui.E’ una situazione non più tollerabile sotto tutti i punti di vista. Non è tollerabile che il Governo italiano e tutte le sue articolazioni politiche e tecniche se ne stiano zitte, mute e sostanzialmente consenzienti davanti a questa palese violazione di ogni relazione civile e legale tra Istituzioni e cittadini. Ricordo che lo scorso febbraio da Roma ci si fece sapere che il Ministero dell’Interno avrebbe sottoposto al Nucleo di Valutazione l’acquisto del compendio di via Bassi per poi ristrutturarlo per complessivi 30 milioni di euro. Non abbiamo mai più avuto notizie, né aggiornamenti da allora. Nel frattempo il Comune di Rimini, sinora unico adempiente il protocollo sulla sicurezza, ha garantito il trasferimento della sede temporanea della questura in piazzale Bornaccini. Per riconoscenza, Stato & c. lasciano vergognosamente sola la collettività locale imponendo di fatto anche la beffa delle bonifiche. Vergogna! Vergogna! Vergogna!”.

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