In 40 occupano la sede dell'Amir in via Dario Campana

La sede dell'Amir (ex sede Hera) di via Dario Campana è occupata da mercoledì mattina, intorno alle 10, da circa 40 persone del movimento "Occupy Rimini"

La sede dell'Amir (ex sede Hera) di via Dario Campana è occupata da mercoledì mattina, intorno alle 10, da circa 40 persone del movimento "Occupy Rimini". Il gruppo protesta contro le risposte della politica e del settore privato alla crisi economica, ritenute inefficaci e a sfavore dei giovani. Gli organizzatori tengono a sottolineare che non si tratta di una vera e propria occupazione: l'area di 16.000 metri quadrati  è gestita dall'Amir, azienda municipale, ed è pubblica.

Quello che vogliono fare i manifestanti è liberare una sede inutilizzata per dare la possibilità alla cittadinanza di usufruirne in modo concreto. Occupy Rimini ha elaborato infatti un progetto, un "work in progress", a cui tutti, cittadini, istituzioni e privati, possono dare il proprio apporto e supporto. Il "Laboratorio sociale cittadino", questo il nome del progetto, vede lo sviluppo di tre grandi macroaree da cui partire per coinvolgere nel modo migliore tutti i cittadini, dai bambini agli anziani, in una rete assistenziale e di servizi realmente fruibili. La macroarea sociale, con sportelli informativi per i lavoratori e progetti per il doposcuola dei ragazzi; la macroarea produzioni, per costruire officine di riuso di materiali e laboratori musicali e fotografici; la macroarea socialità e benessere, con la creazione di una palestra accessibile a tutti e una biOsteria.A supportare la causa di Occupy Rimini, il  Paz, l'associazione Senegalesi di Rimini e il consigliere comunale di SEL-Fare Comune Fabio Pazzaglia. Amir ha formalizzato la denuncia per violazione di domicilio e il luogo è presidiato dalle Forze dell'Ordine.

 

“Confronto, dialogo, ma nessuna scorciatoia che metta al centro, con azioni non condivisibili, esclusivamente i propri bisogni e progetti di gruppo nel confronto con l’Amministrazione Comunale e soprattutto con il resto dei protagonisti, associazioni, gruppi di persone che hanno idee e proposte e sono impegnati sul campo dei bisogni sociali della Città”. La nota dell'amministrazione riminese, sull'occupazione della sede dell'Amir, non si fa attendere.

“Un’Amministrazione, appunto, che dal momento del suo insediamento è sempre stata aperta al dialogo e al confronto con le decine e decine di gruppi nei quartieri, associazioni, realtà impegnate con propri progetti. Un dialogo che deve saper valutare nel merito contenuti e proposte per trovare, se condivisibili, percorsi e soluzioni anche comuni, assunzioni di responsabilità. Una volontà di dialogo ribadito dall’incontro che l’assessore Nadia Rossi, a nome dell’Amministrazione comunale, ha avuto nel pomeriggio di oggi (mercoledì ndr) con i responsabili dell’azione dimostrativa, dove, oltre alla disponibilità a ulteriori incontri, ha invitato gli occupanti a lasciare la palazzina di via Dario Campana, sede tra l’altro degli archivi aziendali di Amir spa”.

“Una volontà di dialogo che se rimane aperto anche in queste ore, non può ritenere accettabile l’imposizione, con azioni dimostrative, di soluzioni e volontà che non possono passare per vie diverse da quelle del confronto e del rispetto delle regole”.

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