In scooter contro un cinghiale, Coldiretti: "Crescita incontrollata, sicurezza a rischio"

Dinanzi a tale situazione gli agricoltori di Coldiretti auspicano da parte delle istituzioni pronti interventi a partire da una riforma della disciplina in materia di pianificazione/gestione degli animali selvatici

Dopo l'ennesimo incidente stradale provocato da cinghiali, Coldiretti Rimini torna a chiedere una riforma radicale della gestione faunistico/venatoria. “Quanto avvenuto venerdì scorso, con uno scooterista di Verucchio uscito illeso solo per miracolo da un violentissimo scontro con un grosso esemplare di ungulato - afferma il presidente di Coldiretti Rimini Guido Cardelli Masini Palazzi - non fa che confermare l’escalation dei danni, dei sinistri stradali e delle aggressioni provocati dalla fauna selvatica".

"Purtroppo ormai - prosegue - siamo costretti a convivere quotidianamente con i rischi e pericoli legati alla incontrollata proliferazione dei selvatici, dai lupi ai cinghiali". Bastano alcuni numeri per comprendere come ormai la situazione sia sfuggita di mano: quello dei cinghiali, ad esempio, è raddoppiato negli ultimi dieci anni in Italia, raggiungendo un milione di capi e superando le 100 mila unità nella nostra Emilia Romagna, con una diffusione che ormai si estende dalle campagne alle città. "Non sono a rischio solo le coltivazioni - denuncia ancora il presidente Coldiretti - che pure soffrono pesantemente questa, che come quella dei lupi, è una vera e propria calamità".

"Oggi, come abbiamo più volte denunciato - continua Cardelli Masini Palazzi - è la sicurezza lungo le strade e quindi la sicurezza sociale che è chiaramente sotto minaccia". "Già da tempo - aggiunge il direttore Coldiretti Rimini Anacleto Malara - abbiamo denunciato questa situazione intollerabile, lanciando un appello diretto alle istituzioni regionali e locali chiedendo a gran voce provvedimenti urgenti e necessari alla tutela della sicurezza stradale, delle produzioni agricole e zootecniche locali, ormai totalmente alla mercé di cinghiali e selvatici”.

Dinanzi a tale situazione gli agricoltori di Coldiretti auspicano da parte delle istituzioni pronti interventi a partire da una riforma della disciplina in materia di pianificazione/gestione degli animali selvatici che punti ad adeguate azioni di riduzione della densità faunistica tale da ripristinare condizioni di tutela delle imprese agricole e di garanzia dell’indispensabile presenza degli allevatori e coltivatori a tutela del territorio.

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"Con questo passo - ricorda ancora il direttore - saranno automaticamente ridotti anche i rischi in materia di sicurezza stradale”. "Ormai, conclude il vice direttore Giorgio Ricci - non è più solo una questione di risarcimenti perché l’invasione dei selvatici è diventato un fatto di perduta garanzia del diritto all’esercizio di impresa, di diritto alla sicurezza degli automobilisti e della vita nelle campagne. Occorre dunque intervenire seriamente per controllarne la diffusione mediante efficaci e applicabili politiche di controllo".

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