Tragedia in via Tolemaide, muore scooterista: aperte le indagini per omicidio stradale

In base alla nuova normativa sull'Omicidio stradale" entrata in vigore alla fine del marzo scorso, gli agenti della Polizia municipale hanno provveduto a sottoporre il conducente dell'autocarro agli accertamenti del caso

Tornano a macchiarsi di sangue le strade del riminese. Un santarcangiolese di 46 anni, Gianni Marinelli, ha perso la vita mercoledì sera in seguito allo scontro con un autocarro mentre stava percorrendo in sella ad una "Vespa" via Tolemaide nel tratto discendente del cavalcavia autostradale, quando è stato tamponato dal furgone condotto da un 50enne senegalese. La sciagura si è consumata intorno alle 19,30. Immediatamente soccorso dai sanitari del 118, per il ferito non c'è stato nulla da fare: il suo cuore si è spento mentre veniva trasportato in ambulanza all'ospedale. La dinamica del sinistro è al vaglio agli agenti del reparto infortunistica della Polizia Municipale di Rimini, che hanno proceduto ai rilievi di legge. Il conducente del furgone è risultato positivo al test dell'etilometro con un valore di 1 grammo per litro, superiore al limite fissato in 0,50 grammi per litro. La vittima lascia la moglie e due figlie di 8 e 13 anni.

In base alla nuova normativa sull’Omicidio stradale” entrata in vigore alla fine del marzo scorso, gli agenti della Polizia municipale hanno provveduto a sottoporre il conducente dell'autocarro agli accertamenti per l'uso di alcool e stupefacenti e ritirandogli nel contempo la patente di guida come prescrive la legge. E’ la prima volta che la nuova normativa è applicata dalla Polizia municipale di Rimini. “Con la nuova legge sull’omicidio stradale – è il commento dell’amministrazione comunale – gli Enti locali possono e devono seguire con ancora maggiore attenzione l’evolversi giudiziario, non escludendo, qualora ve ne fossero i presupposti nei casi più gravi, di valutare volta per volta la stessa costituzione come parte civile nel processo.”

Oltre al reato di omicidio stradale, la nuova normativa ha introdotto anche quello di lesioni personali stradali. In sintesi per chi si mette alla guida in stato di ebbrezza o dopo aver assunto stupefacenti e causa la morte di qualcuno la pena della reclusione va da 5 a 12 anni. Se l’investitore si dimostra lucido e sobrio, ma la sua velocità di guida è il doppio del consentito, la pena va da 4 a 8 anni. In caso di omicidio multiplo, la pena può essere triplicata. È invece punito con la reclusione da 6 mesi a 2 anni chi, guidando non sobrio o non lucido, procura lesioni permanenti.

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Nel caso di lesioni aumentano le pene se chi guida è ubriaco o drogato: da 3 a 5 anni per lesioni gravi e da 4 a 7 per quelle gravissime. Se invece il colpevole ha un tasso alcolemico fino a 0,8 g/l o se l'incidente è causato da manovre pericolose la reclusione sarà da un anno e 6 mesi a 3 anni per lesioni gravi e da 2 a 4 anni per le gravissime. In caso di condanna o patteggiamento (anche con la condizionale) per omicidio o lesioni stradali viene automaticamente revocata la patente. Una nuova patente sarà conseguibile solo dopo 15 anni (omicidio) o 5 anni (lesioni). Però nei casi più gravi, se ad esempio il conducente fugge dopo l'omicidio stradale, dovranno trascorrere almeno 30 anni dalla revoca.

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