L'ex Questore di Rimini Oreste Capocasa lascia la polizia di Stato

La figura del dirigente della polizia di Stato rimane legata alla risoluzione dei crimini della Uno Bianca

Giunto alla pensione Oreste Capocasa, ex Questore di Rimini e dirigente generale di Pubblica sicurezza (la qualifica più alta, nell’organigramma ministeriale prima della nomina a Prefetto), lascia la polizia di Stato. Attuale Questore di Ancona, la figura dell'alto dirigente rimane legata alla Romagna per la risoluzione dei crimini della Uno Bianca.  Per Capocasa una carriera nella Pubblica sicurezza iniziata nell’80, dopo la laurea in Giurisprudenza a Macerata, con un incarico alla Questura di Belluno, e proseguita in prima linea negli anni più difficili. Ad esempio quelli tra il 1983 e il 1995, quando l’Italia scoprì la Banda della Uno Bianca, sgominata proprio dagli investigatori guidati da Capocasa, all’epoca dirigente della Squadra Mobile di Rimini. 

Al momento di salutare Ancona, Oreste Capocasa, non ha trattenuto le lacrime. Il questore uscente ha formalmente salutato gli uffici nei quali è arrivato 4 anni fa: "Torno a fare bene il marito e a dare un contributo alla famiglia che mi ha visto assente per 25 anni". In quei 25 anni Capocasa ha sgominato diverse attività criminali tra le quali spicca la banda della Uno Bianca, ad Ancona invece, sotto la sua dirigenza, la squadra Mobile ha arrestato il latitante Filippo De Cristofaro. Capocasa ha anche pianto davanti ai sei lenzuoli che coprivano i cadaveri durante la maledetta notte di Corinaldo: "Per un Questore è il momento più difficile, la prevenzione dei locali deve sempre essere al massimo e se le commissioni svolgono bene il proprio compito, tutto porta a momenti diversi" ha commentato senza entrare nel merito delle indagini in corso.

Nella conferenza stampa di saluto, Capocasa ha ringraziato tutto il personale della Questura ed ha elencato alcuni risultati di rilievo ottenuti in quattro anni nelle Marche: la cattura in Portogallo del killer del catamarano Filippo De Cristofaro, l’arresto del commando che rapinò il furgone portavalori sull’A14 a colpi di kalashnikov, la cattura di Jurgen Mazzoni, dell’untore Claudio Pinti e il contrasto alla droga con operazioni tra cui il sequestro di 2 tonnellate di marijuana e il controllo nelle scuole come nei bus. Il periodo a cui Capocasa è rimasto particolarmente legato è stato quello riminese: "Iniziammo le indagini sulla Uno Bianca nel 1989 e li arrestammo nel novembre del 1994, uno spazio temporale lungo e segnato da troppe morti. Non ci si può esaltare, perché di quella banda facevano parte dei poliziotti ma se non ci fossimo arrivati sarebbero stati ben altri i risultati. E’ stata un’investigazione molto difficile, che in alcuni momenti sembrava impossibile". 

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