La gelosia e i maltrattamenti dietro il feroce pestaggio di Sant'Andrea in Besanigo

L'indagine lampo dei Carabinieri di Riccione ha permesso di ricostruire i retroscena dell'aggressione a un cittadino egiziano

Indagine lampo dei carabinieri della Compagnia di Riccione che, in poche ore, hanno risolto il caso dell'aggressione di Sant'Andrea in Besanigo avvenuta nel pomeriggio del 28 novembre. Ad essere picchiato a sangue era stato un 26enne egiziano già noto per reati legati agli stupefacenti, poi ritrovato sanguinante in un campo dai carabinieri, finito in ospedale per le lesioni riportate e poi dimesso con una prognosi di 30 giorni. Secondo quanto ricostruito dall'Arma, intorno alle 15 il nordafricano si trovava nella sua casa di via Costa Grande con degli amici quando ha sentito sfondare la porta di casa e ha visto tre persone di cui due incappucciate entrare nell'appartamento. Vista la situazione, il 26enne è fuggito nei campi adiacenti ma è stato inseguito dagli aggressori che lo hanno picchiato con spranghe e piede di porco oltre che minacciato con una pistola, calibro 7.65, risultata rubata a Spilamberto (Mo) nel 1986 ai danni di un anziano. L'egiziano, poi, è stato caricato in una vettura che, dopo pochi metri, lo ha fatto scendere abbandonandolo nel campo non prima di averlo ulteriormente picchiato col calcio dell'arma.

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A dare l'allarme è stata una ragazza, che si trovava nell'abitazione del nordafricano, che ha chiesto aiuto ai carabinieri facendo così intervenire le pattuglie delll'Arma. La vittima, poi ascoltata dagli inquirenti, ha raccontato di aver riconosciuto nella persona a volto scoperto l'ex marito 48enne della sua attuale compagna.

Sono state diramate le ricerche e, a Riccione, il trio è stato individuato ed era composto dall'italiano 48enne, un albanese 32enne e un italo-albanese 27enne tutti già noti alle forze dell'ordine. Portati in caserma, è emerso che uno dei fermati aveva le scarpe sporche del sangue dell'egiziano. Il proseguo delle ricerche ha permesso ai carabinieri di recuperare la pistola, i passamontagna e le spranghe. Anche l'auto, un Renegade, utilizzata dal commando è stata trovata nella zona di San Lorenzo e, all'interno, c'erano evidenti tracce ematiche.

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La vittima, in oltre, ha raccontato ai carabinieri che gli aggressori gli avevano strappato un prezioso Rolex in oro e diamanti del valore di 12mila euro e gli avevano anche sottratto il portafoglio. Il Rolex, regalato allo straniero dalla compagna 43enne, è stato poi ritrovato da un passante, a Riccione, in via Settembrini, e consegnato ai carabinieri. Secondo le ipotesi degli inquirenti, il pestaggio sarebbe stato organizzato dall'ex marito 48enne dopo che questi aveva scoperto che l'egiziano, attualmente fidanzato con la 43enne, maltrattava la donna. Il trio degli aggressori è stato quindi arrestato per rapina, lesioni personali aggravate, violazione di domicilio aggravata, porto abusivo di armi e ricettazione.

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