Mafie, in aumento i reati "spia": sorvegliati speciali i passaggi di proprietà degli hotel

Rimini è terra di conquista per le organizzazioni criminali, che negli anni non si sono solo infiltrate ma insediate stabilmente

Ci sono i 28 passaggi di proprietà di alberghi segnalati agli organi competenti. L'aumento dei reati spia. I tre procedimenti conclusi da parte della Direzione distrettuale antimafia e i sei pendenti. E un Ioc, Indice di organizzazione criminale, "altissimo". Ma ci sono anche "un'ampia opportunità investigativa mortificata dalla mancanza di risorse". Anche seè in arrivo un potenziamento d'organico per i tribunali: 33 unità a livello regionale e su Rimini tre figure a Palazzo di giustizia e una in Procura. E c'è l'impegno costante delle Forze dell'ordine. Solo la Guardia di finanza nel 2019 ha fatto proposte di sequestro per 109 milioni di euro, rispetto agli 8,5 del 2015, mentre i casi di riciclaggio e autoriciclaggio ammontano rispettivamente a quasi 43 milioni di euro e a 37,2 circa. Rimini dunque, come tutto il Nord Italia, è terra di conquista per le organizzazioni criminali, che negli anni non si sono solo infiltrate ma insediate stabilmente. Dalla camorra alla mafia, dalla 'ndrangheta alla sacra corona unita, passando per mafie nigeriana, russa, albanese. Favorite da colletti bianchi collusi e da una zona grigia del mondo economico. Mondo che in provincia di Rimini conta su migliaia di imprese, alberghi e ristoranti, e dunque fa gola. Lo stato dell'arte è stato illustrato venerdì mattina durante il convegno organizzato in città da Prefettura e Università "La criminalità organizzata come agente di trasformazione sociale". Il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, lo apre sottolineando che "la zona grigia nel Paese è un'attitudine, ma non può essere un alibi". Nel territorio, aggiunge, "ci sono lavatrici invisibili", esiste la criminalità organizzata. Anche da qui, allora, la decisione di cambiare modello di sviluppo, dal mattone alla pianificazione strategica.

"Il nostro è un territorio complesso, ma non considerato tale. Non ce l'ho con la Repubblica di San Marino, che però deve avviare un processo forte che porti a una nuova frontiera sul credito", suggerisce il primo cittadino. Insomma, conferma la presidente della sezione penale del Tribunale di Rimini, Sonia Pasini, l'infiltrazione criminale "non è un fenomeno occasionale, ma strutturato", per questo si lavora anche a un protocollo per gestire la confisca dei beni. Senza dimenticare la "specificita'" della vicinanza del Titano, con il rischio di reati per evasione fiscale e riciclaggio. Nel Nord Italia, argomenta Stefania Pellegrini, docente ordinaria dell'Alma Mater, c'è la "disponibilità ad accogliere risorse economiche di natura criminale. Ci sono responsabilità attive negli imprenditori e nei professionisti". Ma anche "responsabilità omissive, omertà sociale da parte di cittadini, giornalisti, di chi non vede, non parla e non sente". Il procuratore di Rimini Elisabetta Melotti mette in evidenza i "buoni rapporti collaborativi" con le Istituzioni sammarinesi, cosi' come "l'ampia opportunità investigativa, mortificata dalla mancanza di risorse". Nei "reati spia", prosegue, si colgono "spesso collegamenti con il territorio di provenienza e anche se restano in Procura ordinaria sono un segnale importante". Nel territorio riminese risultano, prosegue, "oltre 3.300 gestioni alberghiere e affitti d'azienda dal turnover molto veloce che favorisce evasione e riciclaggio". Senza dimenticare "il questionario del 2015 secondo il quale il 15% del settore alberghiero e ristorativo dichiara di essere stato avvicinato e intimidito". Per quanto riguarda invece le procedure interdittive sono 12 attualmente, 11 di queste fra il 2018 e il 2019 grazie alla sinergia Procura-Prefettura-Dda.

Cospicuo anche il lavoro della Prefettura di Rimini. Il prefetto Alessandra Camporota ricorda nel 2019 le quasi 4.000 pratiche, le oltre 2.500 comunicazioni antimafia e le 851 informative antimafia. Oltre ai due controlli su hotel del 2020. Infine l'azione della Gdf. "Il tema delle risorse", anche infrastrutturali, è "il piu' importante", sottolinea il comandante Antonio Garaglio. Le Fiamme gialle dispongono di una cinquantina di banche dati e una serie di applicativi per le indagini. Nel 2018 sono state approfondite 344 segnalazioni, oltre a 240 su procedimenti penali già esistenti. Per le prime su 16 è stata informata l'Autorità giudiziaria. Nel 2019 i numeri sono in leggero calo: 270 segnalazioni approfondite, più 88 su procedimenti penali gia' esistenti, di cui 20 confluite in informativa. Dal 2015 al 2019, con un trend in costante crescita, le proposte di sequestro ammontano a oltre 200 milioni di euro, i sequestri a quasi 44 milioni, le confische a circa 48, con 366 persone fisiche o giuridiche sottoposte ad accertamenti patrimoniali. Tra le operazioni, "Coast to coast" con coinvolta la camorra; un troncone di "Aemilia"; "100% e la mafia albanese, con 23 arresti e 16 ordinanze di custodia cautelare in carcere; il sequestro di un laboratorio-raffineria, 90 chili di eroina, 10 di cocaina, 170 di sostanza da taglio, due tonnellate di marijuana e un gommone.

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