Primo giorno di Metromare, la nostra prova con "metro" e auto a confronto: vantaggi e svantaggi

La città sfila dietro le vetrate dell'autobus e mostra un volto inedito. Un debutto emozionante, tra sorrisi e grandi assenze

Rimini ha la sua prima linea di "metro", quella che la collega con Riccione. Un percorso breve, ma spesso e volentieri intasato, specialmente in estate quando arrivare tra i due "poli" del turismo balneare pare essere un'impresa, tra code e semafori. Più scorrevole, ovviamente, il traffico di novembre, ma pur sempre con tanti disagi. RiminiToday ha fatto la sua prova sul campo, percorrendo la stessa tratta contemporaneamente con il nuovo servizio di trasporto pubblico e l'automobile. Da una parte un percorso sicuramente più confortevole, dritto e spedito, con l'altro un viaggio che sì arriva prima di qualche minuto, ma senza tenere conto dei tempi successivi di parcheggio e in una situazione di traffico quasi ottimale, quella che abbiamo trovato in strada. Ma non sempre è così.

Il nostro viaggio sul Metromare (di Lina Colasanto)

Il nostro viaggio per scoprire il servizio che rivoluzionerà la mobilità inizia già molti metri prima, percorrendo il percorso obbligato per raggiungere la banchina. La stazione è un cantiere, sono in corso i lavori per riqualificare l'area. Anche gli operai sono emozionati e dispensano informazioni su dove passare per raggiungere la fermata. Le "M" segnano il tragitto e arrivati al punto di ritrovo c'è già una piccola folla. Il momento clou finalmente arriva, si inizia a salire sull'autobus, se pur provvisorio. Qualche minuto prima delle 10.15 si sente l'annuncio "Tutti in carrozza". RiminiToday è tra i passeggeri pronto a partire e scoprire un viaggio che inizia più di vent'anni fa. All'orario prestabilito il mezzo parte, preceduto da quello su cui sono saliti i bambini. C'è una fermata di distanza tra uno e l'altro. Cronometrando il viaggio Rimini-Riccione, l'autobus ha impiegato poco più di una ventina di minuti, ma ha dovuto aspettare il mezzo precedente alla prima fermata, quindi in realtà i minuti sarebbero stati 18. Anche se a pieno regime ne vengono stimati per il tragitto completo, da stazione a stazione, tra i 23 e 25 a seconda dell'afflusso delle persone a bordo.

L'autobus è perfettamente tirato a lucido, i sedili sono comodi e lo spazio per i disabili è ampio. Ad accompagnare lungo il percorso è il rumore del bus, che sparirà con i mezzi ufficiali. I filobus che arriveranno nei prossimi mesi saranno silenziosi e lunghi 18 metri, rispetto ai 12 attuali. Si viaggia in un itinerario a corsia unica e quindi è garantito il massimo della sicurezza. Non c'è traffico. Il bus corre fermata dopo fermata, e la città e i suoi quartieri più periferici sfilano dietro alle vetrate, mostrando palazzine, hotel e un lungo muraglione che costeggia il Metromare colorato con i murales.

VIDEO - Il primo viaggio, comì la città vista dal Metromare

La prima fermata è un'emozione. Anche l'autista si sente osservato, tra riprese video e fotografie. La scoperta è anche un'altra faccia della città, quella che abitualmente non si riesce a vedere. Le fermate da Rimini a Riccione sono 17 (Rimini station; Kennedy; Pascoli Lagomaggio; Toscanini ovvero; Bellariva; Marebello; Rivazzurra; Fiabilandia; Miramare station; Miramare airport; Marano; D’Annunzio nord; Alba; Dante; Porto; Ceccarini Riccione station). L'arrivo alle 10.26 a Fiabilandia è salutato con battute e ricordi, anche gli adulti si ricordano ancora i giri sulle giostre, e sarà uno dei luoghi che dal Metromare trarrà benefici. Anche le colonie Novarese e Bolognese si stagliano nel paesaggio e si mostrano con tutte le loro ferite. Viene subito da pensare che se nella Novarese verrà realizzato il progetto del Benessere allora il Metromare potrebbe portare lì migliaia di passeggeri.

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Tappa dopo tappa si prosegue in zona Aeroporto e verso il Marano. Quando si arriva verso la stazione di Riccione si scorge anche il mare. Arriva poi il momento in cui si aprono le due corsie e si entra nella città. I mezzi per ripartire devono uscire dal tracciato ed entrare nella città, fare il giro di una rotonda regolata da semaforo (e quindi non si rischiano intasamenti particolari). Risaliamo in carrozza e ripercorriamo a ritrovo l'itinerario (il viaggio di sola andata sarebbe costato 2.10 euro). A Riccione ci sono delle persone che guardano passare il bus e salutano. Non tutti lo vedono come un nemico. Il servizio è ottimo. Veloce e confortevole. Ad attendere alla stazione di Rimini c'è il sindaco Andrea Gnassi che condivide la merenda preparata per i bambini. Sono loro a gridare in coro "metromare", "metromare" e a non nascondere la felicità di poter viaggiare adesso anche da soli, magari solo per poche fermate.

Il nostro viaggio in auto (di Tommaso Torri)

Nel giorno dell'anteprima abbiamo voluto sperimentare, in contemporanea  al Metromare, il tragitto per raggiungere la stazione ferroviaria di Riccione da quella di Rimini: per percorrere gli 11 chilometri il mezzo privato ha battuto quello pubblico, come era prevedibile. Partenza alla pari, alle 10.15, con l'auto che è pronta ad affrontare il "Fila dritto" che promette "zero semafori" fino a Miramare anche se, in realtà, ce ne sono diversi prima di raggiungere il confine del Marano. Complice anche l'orario, il traffico non è particolarmente sostenuto ma, comunque, si rimane entro il limite dei 50 chilometri all'ora. Superata la strettoia di viale Roma e affrontata la rotatoria di viale Tripoli, l'occhio all'indicatore della velcoità è d'obbligo consci che, all'altezza della Nuova Questura, spesso e volentieri è in appostamento una pattuglia della Municipale "armata" col temibile scout speed. Il primo semaforo (che smentisce lo slogan del "Fila dritto") è rosso ma, in pochi secondi, arriva il verde che ci permette di arrivare fino all'ospedale dove il secondo semaforo, che regola l'attraversamento pedonale, ci stoppa nuovamente.

Si riparte ma giusto il tempo di ingranare la quarta che, in viale Rimembranze, il terzo semaforo ci obbliga a fermarci complice anche la fermata di un autobus a pochi metri dall'incrocio. Una via Melucci deserta, e comunque a due corsie, fa riguadagnare il tempo perduto anche perchè fino a Fiabilandia gli altri 3 semafori sono tutti verdi. Anche l'attraversamento di Miramare procede tranquillo e solo una volta superata via Cavalieri di Vittorio Veneto ed entrati nel comune di Riccione il traffico tende ad aumentare. Anche in viale Aosta è d'obbligo tenere un occhio sul contachilometri, vista la presenza di un autovelox che però non è sempre operativo, e all'incrocio con viale Alessandria troviamo il semaforo verde.

Nuovo rallentamento in via Portofino dove a costringerci a scendere sotto i 30 chilometri all'ora sono, nell'ordine, un asfalto bucherellato e una scuola guida con il “pilota” evidentemente alle prime armi. Anche via Castrocaro procede tutto regolarmente, da segnalare anche qui la presenza di un autovelox non sempre operativo, con "l'onda verde" che ci assiste facendoci superare indenni l'incrocio con viale Romagna. Alla rotatoria con via Bondeno scendiamo quindi verso mare e, all'altezza del porto di Riccione, ci si ricongiunge col tracciato del Metromare fino ad arrivare alla stazione ferroviaria della Perla Verde. Un parcheggio veloce e, quindi, eccoci alla fermata in attesa dell'arrivo dell'autobus partito da Rimini. Cronometro alla mano ci abbiamo messo meno di 20 minuti e, sui pannelli luminosi, l'arrivo del Metromare è dato a 5 minuti. Una manciata di minuti di anticipo che però non tiene conto poi del tempo per parcheggiare. Secondo i nostri calcoli, il percorso ci è costato 1,71 euro di gasolio. Tuttavia quel gasolio e relative emissioni inquinanti è servito a trasportare una persona, il metromare è in grado di portarne diverse decine.

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