Militanti di Forza Nuova aggrediti, iniziato il processo agli attivisti di Casa Madiba

Gli appartenenti al centro sociale di via Dario Campana accusati di lesioni aggravate, falsa testimonianza, porto di oggetti atti ad offendere e rapina aggravata

Si è svolta nella mattinata di giovedì l'udienza preliminare del processo che vede imputati 19 attivisti del centro sociale riminese Casa Madiba che, il 26 marzo del 2016, aggredirono con spranghe e bastoni i militanti di Forza Nuova impegnati in una colletta alimentare fuori dal supermercato Conad di via Dario Campana. Una mattinata di scontri che, alla fine, videro costretti Mirco Ottaviani e Roberto Lo Giudice, rispettivamente coordinatore regionale e responsabile locale per il movimento forzanovista, ricorrere alle cure dei sanitari per le lesioni riportate prima dell'intervento delle forze dell'ordine. L'indagine aveva poi permesso di scoprire l'arsenale utilizzato dagli appartenenti al centro sociale per l'aggressione e, allo stesso tempo, i video girati da chi aveva assistito al pestaggio non lascierebbero dubbi sul fatto che a dar fuoco alle polveri erano stati proprio quelli di Casa Madiba che, dagli sfottò, erano passati all'aggressione vera e propria.

Il video degli scontri

Oggi, a quasi 3 anni di distanza dai fatti, il giudice dell'udienza preliminare ha ammesso la costituzione di parte civile dei forzanovisti difesi dall'avvocato Mario Giancaspro del foro di Perugia rinviando al prossimo 28 marzo la decisione in merito alla richiesta di rinvio a giudizio degli indagati presentata dal pubblico ministero. "Ė finalmente arrivato l'inizio di un processo che farà luce non solo sui gravissimi fatti del 26 marzo 2016, ma sull'intera realtà che si cela dietro al pacifismo di facciata del centro sociale Casa Madiba - racconta Mirco Ottaviani - Lesioni aggravate, falsa testimonianza, porto di oggetti atti ad offendere e rapina aggravata sono solo alcuni dei capi d'imputazione dai quali gli antagonisti riminesi dovranno difendersi a processo. In attesa di un giudizio definitivo sulla vicenda chiediamo sin da oggi che, in caso molto plausibile di colpevolezza, il Comune di Rimini tolga qualsiasi concessione in uso di locali, nonché cessi qualsiasi finanziamento, nei confronti del centro sociale Casa Madiba e di tutte le associazioni a quest'ultimo collegate. Dopo diversi anni di connivenza tra i teppistelli della sinistra antagonista e molti esponenti degli enti locali è giunta l'ora, alla luce dei fatti, di liberare Rimini dall'odio antifascista chiudendo definitivamente qualsiasi porta a Casa Madiba."

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