Misano, il sindaco e il polo commerciale: "Progetto non improvvisato. Non sarà un mega centro"

“Il Polo di Misano - esordisce il primo cittadino -. non rientra tra i progetti improvvisati per assecondare richieste di privati"

Il sindaco di Misano, Stefano Giannini, interviene sulla questione della realizzazione di un centro commerciale a Misano lungo la Statale 16 Adriatica nell'area Bandieri. “Il Polo di Misano - esordisce il primo cittadino -. non rientra tra i progetti improvvisati per assecondare richieste di privati, né di trasformazioni estemporanee e generalizzate di edifici costruiti per altri fini. E' una previsione presente nel PTCP della Provincia di Rimini del 2007, riconfermata nella variante approvata nel 2012. E' l'unica area della provincia in cui il PTCP consente la realizzazione di nuovi centri commerciali con grandi strutture di vendita".

"Siamo nell'ambito delle regole della pianificazione, come da previsioni del PTCP della Provincia, confermate con prescrizioni  stringenti dal punto di vista edilizio, qualitativo e ambientale ,come da accordo Territoriale con la Provincia di due anni fa, con l'obiettivo che va nella direzione di avere in questo territorio un ulteriore polo di eccellenza capace di attrarre utenti da fuori regione - prosegue il primo cittadino -. E' anche utile ricordare che Misano, contestualmente, ha ridotto le aree oggetto di espansione a Raibano, stralciando le previsioni di ampliamento sia per il produttivo che per il commerciale, in misura superiore a quanto insediabile nell'eventuale Centro commerciale in questione, aree che erano molto più delicate ambientalmente per insediamenti simili perché in collina".

Il sindaco chiarisce inoltre che "l'accordo territoriale prevede tempi stretti per i privati che intendano realizzare la struttura: trenta mesi dalla data di sottoscrizione, poi la finestra si chiuderà e l'area dovrà essere nuovamente pianificata per altri usi o essere destinata a territorio agricolo. Insomma il Comune di Misano, attivandosi qualche anno fa per l'Accordo Territoriale con la Provincia, si è dichiarato favorevole all'ampliamento, a condizione che sia il massimo dal punto di vista della qualità dell'insediamento, della perequazione di opere pubbliche a favore della comunità, della qualità ambientale ed energetica, con meno spreco di territorio e con indici di fabbricabilità contenuti e tempi certi. Questo è quello che stato pattuito con la Provincia la quale, come pure il Comune di Misano, è particolarmente sensibile alla tutela del territorio e della sua economia". Giannini specifica: nessun "mega centro commerciale; evidentemente c'è chi è più informato del sindaco oppure è solo più interessato a focalizzare l'attenzione su Misano, anche grazie ad una sapiente diffusione della fake news tramite i social media. Se arriveranno (entro poco tempo o mai più, considerati i termini previsti nell'Accordo territoriale) vere news sarà cura del Sindaco informarli”.

Entrando nel dettaglio, l'amministrazione comunale chiarisce che "in primo luogo è prevista un'importante opera pubblica, consistente nella costruzione di un sottopasso stradale, che attraversando la SS16 e la ferrovia, favorisca la connessione tra il litorale e la collina, tra la zona turistica di Misano Riccione e Cattolica e l'autodromo, contribuendo a risolvere uno degli aspetti che da sempre risulta tra i più problematici nel sistema della viabilità della zona. Sono previsti, inoltre, interventi specifici per la massima sostenibilità ambientale, per il consumo energetico, fino alla completa autosufficienza, per l'organizzazione dei flussi di traffico e la circolazione delle merci e per le dotazioni dei parcheggi anche delle strutture esistenti. I varchi a mare esistenti, valutati di particolare pregio dalla Regione,  dovranno essere acquisiti al pubblico e quindi tutelati ed andrà curato l'inserimento paesaggistico in considerazione delle peculiari caratteristiche del contesto urbano di Misano".

"In relazione alle proposte presentate, l'indice di edificabilità territoriale potrà oscillare tra lo 0,16 e lo  0,22 per metro quadrato disponibile, cioè è stato definito un indice di edificabilità estremamente limitato, che anche nella misura massima è inusuale in tutti gli interventi simili realizzati nei decenni precedenti, azzerando di fatto l'eventuale speculazione fondiaria. L'indice va da un minimo ad un massimo in funzione della quantità delle opere, della qualità progettuale,  della cura architettonica e ambientale di quanto potrà essere realizzato. Dal punto di vista commerciale è autorizzabile una struttura di vendita alimentare al dettaglio di 2.500 metri quadrati, mentre per quanto concerne il non alimentare sono anche strutture superiori ai 2.500 metri quadrati.

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