In Regione si parla di rifiuti: al centro della discussione la questione dell'inceneritore

Alla riunione parteciperanno il sindaco di Misano Stefano Giannini in rappresentanza dei Sindaci della Provincia di Rimini e quale membro di Atersir (l'Agenzia regionale dei Rifiuti) assieme alla collega di Coriano, Mimma Spinelli

Nella giornata di venerdì il sindaco di Misano Stefano Giannini, in rappresentanza dei Sindaci della Provincia di Rimini e quale membro di Atersir (l'Agenzia regionale dei Rifiuti) assieme alla collega di Coriano, Mimma Spinelli, farà parte di una delegazione dei Comuni dell'Emilia Romagna che sarà chiamata ad esprimere il parere sul nuovo Piano dei Rifiuti Regionale. Giovedi 23 gennaio il sindaco sarà invece ricevuto, assieme a Sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, e ai sindaci delle altre città capoluogo di Provincia dell'Emilia Romagna, dal Ministro dell'ambiente Andrea Orlando per essere consultati in ordine all'iniziativa promossa da Giannini, (assieme agli assessori all'Ambiente dei Comuni di Forlì e Ferrara ed appoggiata dai principali sindaci della Regione)  contro l'ipotesi di un Piano integrato nazionale degli impianti di incenerimento. L'obiettivo della prima riunione è quello di ottenere che il Piano regionale dei rifiuti preveda, contestualmente agli obiettivi di riduzione della produzione dei rifiuti urbani e di aumento al 70% della raccolta differenziata entro il 2020, il blocco di ulteriori impianti di incenerimento, al fine di ottenere la definitiva demolizione della vecchia terza linea di Raibano, che se ristrutturata avrebbe altrimenti la potenzialità di 45.000 tonnellate annue ulteriori, rispetto alle 123.000  della nuova linea.

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Ancor più importante è l'obiettivo della riunione a Roma: quello di bloccare il progetto di un “Piano nazionale integrato degli inceneritori” che avrebbe la conseguenza di addossare a chi in questi anni ha fatto il suo dovere (vale a dire buona parte delle province del Nord che hanno aumentato la raccolta differenziata e smaltito in propri impianti il rifiuto urbano prodotto) l'onere di assorbire nei propri impianti il rifiuto dei territori meno responsabili. "“Sono fiducioso sul raggiungimento di entrambi gli obiettivi  - dice il sindaco Giannini - la Regione si è già espressa. Nel senso di andare verso la riduzione dell'impiantistica di pari passo con l'accrescere della raccolta differenziata. Sul piano dei flussi extra regionali dei rifiuti, l'iniziativa formale promossa dai comuni emiliano romagnoli contro l'ipotesi di un piano nazionale integrato dei rifiuti non è mossa da mancanza di solidarietà nazionale, ma dalla constatazione che se si vogliono ottenere risultati dalla raccolta differenziata, (che a livello nazionale è ancora mediamente sotto il 40%) non si può rompere l'equilibrio tra responsabilità e premialità, che è quello che sostiene i comportamenti virtuosi dei cittadini. Le persone sono spinte a fare la raccolta differenziata  per tutelare il proprio ambiente e non  sopportano che  chi non è responsabile sul proprio territorio scarichi i suoi problemi suoi virtuosi”".

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