Il motorino a metano made in Rimini passa i test dell'Ue: ora si punta all'omologazione

L'iniziativa ha avuto l'obiettivo di presentare agli studenti i risultati delle analisi compiute dal JRC, l'istituto di ricerche di Ispra, direttamente dipendente dall'Unione Europea

Si  è svolta venerdì scorso nell’Aula Magna dell’Istituto professionale ‘Leon Battista Alberti’ di Rimini, un’assemblea a cui hanno partecipato le IV e le V classi della scuola, il presidente Paolo Rossetti, l’assessore all’Energia e Ambiente della Provincia di Rimini, Stefania Sabba e i tecnici del JRC e di Ecomotive Solution srl, Ing. Umberto Manfredi e Ing. Roberto Roasio.

L’iniziativa ha avuto l’obiettivo di presentare agli studenti i risultati delle analisi compiute dal JRC, l’istituto di ricerche di Ispra, direttamente dipendente dall’Unione Europea, che ha messo sui propri sofisticatissimi banchi di ricerca e approfondimento l’invenzione dell’Alberti: i motorini trasformati a metano. Da qui l’idea di riportare direttamente agli studenti le risultanze dei test, proprio per far capire come da un lavoro artigianale e didattico sia poi possibile proseguire verso le applicazioni industriali su larga scala. Infatti dopo la prima fase di analisi, insieme alla scuola e alla Provincia di Rimini, si è deciso di evolvere la trasformazione inserendo degli iniettori nella propulsione a metano. Fondamentale è quindi stato l’avvio della collaborazione sperimentale con la Ecomotive Solution, azienda privata all’avanguardia nelle applicazioni innovative nel mondo delle auto, che si è assunta questo compito, a titolo non oneroso.

Per cui il JRC ha potuto esaminare di nuovo uno degli scooter, il Piaggio MP3 250 Sistema Bi-Fuel CNG Monocilindrico, alla luce del nuovo assetto sperimentale dell’alimentazione a metano con iniettore. I risultati delle analisi sono davvero molto confortanti. Infatti si può dire che con il nuovo sistema le emissioni di gas nocivi in atmosfera diminuiscono in maniera notevole, sia rispetto alle emissioni dello stesso scooter alimentato a benzina, sia rispetto all’alimentazione a metano senza iniettore e ne guadagna anche la guida del veicolo.

Lo sviluppo della mappatura a gas naturale è stato condotto allo scopo di rendere l’erogazione del motore quanto più possibile vicina a quella dell’alimentazione a benzina originale. Sono state sviluppate due mappe di iniezione gas indipendenti per i due iniettori. Separando le mappe per i due iniettori si arriva ad avere una regolazione fine dell’alimentazione con maggiore guidabilità.

Le analisi dimostrano (vedi grafico) che le emissioni diminuiscono nettamente e quindi si comprova come la trasformazione a metano dei motorini e degli scooter possa avere due vantaggi enormi: riduzione dei costi per l’alimentazione; riduzione dell’inquinamento atmosferico e dunque grandi benefici per la qualità dell’aria. Questo era il punto di partenza della trasformazione messa a punto dai professori Rossi e Massari dell’Alberti, quando hanno iniziato, con gli studenti, il proprio lavoro.

L’obiettivo finale è ora quello di ottenere l’omologazione. Non si è lontani dallo scopo, avendo un impianto che è riproducibile e testabile e che può rispondere ai criteri fissati dall’UE. A questo punto si tratta di lavorare per ottenere l’omologazione e passare all’applicazione industriale, che renderà possibile riqualificare motorini e scooter esistenti, in linea peraltro con i nuovi indirizzi dell’UE a proposito di energia e ambiente.

L’assessore Stefania Sabba si è detta molto soddisfatta per il lavoro fin qui svolto, mettendo in luce il grande valore simbolico della sperimentazione di cui si è discusso nella mattinata tenutasi all’Alberti. “Si è messo in piedi- commenta l’assessore Sabba- un sistema che prima ha visto il laboratorio della scuola avviare una sperimentazione, poi si è riusciti attraverso i finanziamenti della Provincia e della Regione ad approfondire l’innovazione e ora si è arrivati a collaborare con il JRC, un ente a cui si rivolge l’UE e le grandi case di produzione di veicoli a due e a quattro ruote e con un’impresa che crede nelle possibili ricadute dell’iniziativa. E’ quindi arrivato il momento per rivolgersi al Ministero per l’omologazione. Un risultato che sarebbe davvero straordinario.”.

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