No vax all'attacco del dirigente scolastico: "Si preoccupi dei suoi doveri e lasci ai medici i loro"

La querelle nata dopo le dichiarazioni sulla difficoltà di formare classi con all'interno alunni immunodepressi

Dopo l'allarme lanciato dal provveditore agli studi della provincia di Rimini, Giuseppe Pedrielli, sulla difficoltà di formare le classi per il prossimo anno scolastico a causa dell'alto numero di bambini non vaccinati che potrebbero capitare in aula insieme a dei loro compagni immunodepressi. Una situazione potenzialmente a rischio per la salute di tutti coi dati che parlano di non raggiungimento dell'immunità di gregge per quanto riguarda poliomelite, difterite, tetano, pertosse, epatite B e difterite. Sotto al 90% anche le coperture di morbillo, rosolia e parotite. Nonostante questo, i genitori no vax hanno risposto piccati alle parole di Pedrielli consigliandolo, sostanzialmente, di fare il suo lavoro e di lasciare che i medici facciano il loro.

"Venendo a sapere dalla stampa delle Sue gravi difficoltà per la formazione delle classi e delle Sue forti preoccupazioni per i soggetti immunodepressi, siamo certi di farLe cosa molto gradita nel ricordarLe un paio di fatti che, certamente, la solleveranno da questi turbamenti - scrivono i gruppi per la Libera Scelta della Romagna. - In merito alla presunta impossibilità nella formazione delle classi, è più che sufficiente ricordare che la Legge attualmente in vigore, 119/2017, indica inequivocabilmente all’Articolo 4 che ai Dirigenti Scolastici non spetta altro che comunicare “all'azienda sanitaria locale, entro il 31 ottobre di ogni anno, le classi nelle quali sono presenti più di due minori non vaccinati”. Riguardo invece alla salute dei minori che hanno difficoltà al sistema immunitario, siamo certi che i medici che li hanno in cura si stanno già preoccupando per loro nel migliore dei modi: spetta a loro infatti, avendone le specifiche competenze e abilitazioni, certificare se un malato possa senza rischi affrontare la vita di comunità (scuola, chiesa, centri commerciali, spiagge e piscine,...) o se al contrario debba attenersi a scrupolose precauzioni in virtù dei numerosi rischi che correrebbe al di fuori dì un ambiente strettamente controllato, ambiente che non può certamente essere una scuola affollata di persone in cui circolano centinaia di patogeni".

"E’ proprio per questi casi sfortunati a cui va tutta la nostra solidarietà - concludono i no vax - che, come Lei ben saprà in quanto professionista del settore Scuola, per garantire il diritto allo studio esistono e sono attivi in Italia, grazie anche alla disponibilità al distaccamento da parte degli insegnanti, la Scuola in Ospedale e l’Istruzione Domiciliare: servizi di cui hanno usufruito rispettivamente, nell’anno scolastico 2017/2018, 68.900 e 1306 alunni. Come vede, può quindi passare una serena estate e dormire sonni tranquilli: le norme e gli istituti per affrontare i problemi che Le sembrano insormontabili esistono e sono già funzionanti".

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