Parte la lotta alla zanzara tigre, emessa un'ordinanza contro le acque stagnanti

Stabilito dal Comune un regolamento per evitare il prolificarsi degli insetti portatori di malattie

Con l’ordinanza in vigore dallo scorso mercoledì 15 maggio, che impone le misure per la prevenzione ed il controllo delle malattie trasmesse da insetti vettori ed in particolare dalla zanzara tigre (Aedes Albopictus) e dalla zanzara comune (Culex Pipiens), si avvia ufficialmente la campagna di prevenzione della stagione 2019.
 
Le misure per la prevenzione e contrasto del fenomeno della zanzara tigre, che vengono attuate dal Comune, con la collaborazione di Anthea e del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’USL della Romagna, sono orientate principalmente alla prevenzione di queste malattie, per ridurre al massimo la popolazione delle zanzare, agendo principalmente, con adeguati trattamenti larvicidi, sulla rimozione dei focolai larvali.  E’ altresì promossa anche la lotta agli adulti che è da considerare solo in via straordinaria, mirata, su richiesta degli interessati, a siti specifici dove i livelli di infestazione hanno superato la ragionevole soglia di sopportazione.

L’ordinanza prevede che, a partire dal 15 maggio e fino al 31 ottobre,  tutti i cittadini, che abbiano l’effettiva disponibilità di aree con sistemi di raccolta di acque meteoriche, mettano in atto le seguenti incombenze: non abbandonare definitivamente o temporaneamente negli spazi aperti pubblici e privati, compresi i terrazzi, balconi e lastrici solari, contenitori di qualsiasi natura e dimensione nei quali possa raccogliersi acqua piovana ed evitare qualsiasi raccolta d’acqua stagnante anche temporanea. Garantire, negli immobili coperti a terrazza, il perfetto scolo delle acque meteoriche senza ristagno di acqua. Procedere, ove si tratti di contenitori non abbandonati bensì sotto il controllo di chi ne ha la proprietà o l’uso effettivo, allo svuotamento dell’eventuale acqua in essi contenuta e alla loro sistemazione in modo da impedire accumuli idrici a seguito di pioggia; diversamente, procedere alla loro chiusura mediante rete zanzariera o coperchio a tenuta o allo svuotamento giornaliero, con divieto di immissione dell’acqua nei tombini; tali prescrizioni non si applicano alle ovitrappole inserite nel sistema regionale di monitoraggio dell’infestazioni. Trattare l’acqua presente in tombini, griglie di scarico, pozzetti di raccolta delle acque meteoriche, presenti negli spazi di proprietà privata, ricorrendo a prodotti di sicura efficacia larvicida.

La periodicità dei trattamenti deve essere congruente alla tipologia del prodotto usato, secondo le indicazioni riportate in etichetta; indipendentemente dalla periodicità, il trattamento è praticato dopo ogni pioggia. In alternativa, procedere alla chiusura degli stessi tombini, griglie di scarico, pozzetti di raccolta delle acque meteoriche con rete zanzariera che deve essere opportunamente mantenuta in condizioni di integrità e libera da foglie e detriti onde consentire il deflusso delle acque. Riempire i vasi portafiori dei cimiteri con sabbia umida qualora non sia disponibile acqua trattata con prodotti larvicidi; in alternativa l’acqua del vaso deve essere trattata con prodotto larvicida ad ogni ricambio. In caso di utilizzo di fiori finti il vaso dovrà essere comunque riempito di sabbia, se collocato all’aperto. Inoltre tutti i contenitori utilizzati saltuariamente (es. piccoli innaffiatoi o simili) dovranno essere sistemati in modo da evitare la formazione di raccolte d’acqua in caso di pioggia. Svuotare le fontane, i laghetti ornamentali e le piscine non in esercizio o eseguire adeguati trattamenti larvicidi. Tenere sgombri i cortili e le aree aperte da erbacce, sterpi e rifiuti di ogni genere, ed eventualmente recintarli in modo da impedire lo scarico di immondizie e di altri rifiuti, provvedendo al regolare sfalcio dell’erba e sistemandoli inoltre in modo da impedire il ristagno delle acque meteoriche o di qualsiasi altra provenienza.
 

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