Pedopornografia: condannato Gabriele Paolini, le immagini hot scoperte a Riccione

Il noto disturbatore televisivo aveva chiesto a un laboratorio fotografico della Perla Verde di sviluppare gli scatti con un minorenne

Gabriele Paolini, il noto disturbatore tv, è stato condannato a 5 anni di reclusione dai giudici della quinta sezione penale del tribunale di Roma a conclusione di un processo che lo vedeva imputato per i reati di sfruttamento e induzione alla prostituzione minorile, possesso di materiale pedopornografico e tentata violenza sessuale. La vicenda, che costò a Paolini l’arresto il 10 novembre del 2013, la detenzione in carcere per 19 giorni e altri 20 mesi di domiciliari, riguarda una serie di rapporti sessuali avuti con alcuni minorenni in cambio di soldi e regali. Accuse che il diretto interessato, per il quale la Procura aveva chiesto 6 anni nell’udienza del 27 febbraio scorso, ha sempre respinto con fermezza negando di aver mai indotto un minore alla prostituzione.

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A far scoprire il tutto era stato il dipendente di un laboratorio fotografico di Riccione che, viste le immagini, aveva dato l'allarme. Paolini, infatti, si era rivolto a un fotografo di Roma, in via Nomentanta, al quale aveva affidato una chiavetta elettronica contenente delle foto che dovevano essere sviluppate. I file furono trasferiti in maniera telematica nel centro stampa della Perla Verde dove, in maniera del tutto casuale, un operatore si era accorto del contenuto esplicito delle immagini. A far drizzare le antenne al dipendente del centro riccionese era stato il viso di Paolini, molto conosciuto, che ha incuriosito l'uomo facendogli controllare gli scatti. Quando si è reso conto del contenuto, l'uomo aveva avvisato i carabinieri di Rimini che sequestrarono il materiale e avvisarono i colleghi romani.

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