Tenta di baciare la figlia 12enne dei proprietari dell'hotel, profugo finisce a processo

Il cittadino del Bangladesh era ospite della struttura ricettiva, i parenti della vittima testimoniano in Tribunale

E' a processo con l'accusa di pedofilia, per aver cercato insistentemente di baciare una bambina di 12 anni, un cittadino bengalese 30enne arrivato in Italia come profugo. La vicenda risale all'estate del 2017 quando lo straniero, insieme ad altri tre connazionali, era stato preso in carico dalla Prefettura di Rimini e alloggiato in un albergo nella zona sud della provincia. Secondo quanto denunciato l'uomo, che non parlava italiano, avrebbe iniziato ad avere un atteggiamento morboso nei confronti della figlia dei proprietari dell'albergo tanto che, la ragazzina, cercava di fare di tutto per non rimanere mai sola insieme allo straniero che, dal canto suo, persisteva nei suoi modi di fare insistendo nel voler scattare foto alla 12enne cercando, allo stesso tempo, dei contatti fisici. Come ha poi raccontato la stessa vittima, nella giornata del 17 luglio il 30enne e la giovanissima si erano incrociati lungo le scale dell'hotel e il bengalese l'aveva afferrata tirandola a sè e cercando di baciarla sulle guance e sulla bocca. Spaventata, la ragazzina era riuscita a divincolarsi e a scappare ma, in un primo momento, non aveva raccontato nulla ai genitori che però avevano notato come la loro figlia fosse molto turbata. Solo dopo alcune ore la 12enne aveva trovato il coraggio di aprirsi con la mamma e, successivamente, raccontare ai parenti quello che le era accaduto facendo così scattare l'allarme con la famiglia era corsa dai carabinieri a denunciare la vicenda.

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Sia la presunta vittima, con supporto di una psicologa, che il 30enne erano stato subito ascoltato dagli inquirenti dell'Arma che però, in quella occasione, ispezionando il cellulare del profugo non avevano trovato traccia delle foto scattate alla bambina. La madre stessa, nella sua denuncia, aveva però rincarato la dose sostenendo di essersi accorta che il bengalese aveva un atteggiamento "strano" e che si mostrava particolarmente interessato anche alla figlia più piccola di appena 4 anni cercando ogni scusa per toccarla. Nella giornata di giovedì, davanti ai giudici del Collegio, sono stati ascoltati sia la vittima che la mamma e la nonne. Sul banco dei testimoni, tutte e tre hanno confermato le accuse mosse al bengalese e l'udienza è stata poi rinviata a febbraio per la discussione.

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