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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Cronaca

Pupi Avati premia il riminese Nicolas Morganti Patrignani secondo posto a “Corti di lunga vita”

La cerimonia di premiazione si è svolta nella splendida cornice del MAXXI di Roma, il giovane regista: “Ho deciso di raccontare il difficile tema dell’eutanasia"

Sono stati premiati oggi dal Maestro Pupi Avati i vincitori di Corti di Lunga Vita, il concorso internazionale di cortometraggi promosso dall’associazione 50&Più che incoraggia la realizzazione di audiovisivi dedicati al tema dell’anzianità. Sono 78 gli autori di diverse età (dai 22 agli 80 anni!) che si sono espressi proponendo la loro visione e interpretazione del tema al centro di questa seconda edizione “Viaggio all’origine della Gioia”. La cerimonia di premiazione si è svolta nella splendida cornice del MAXXI di Roma dove la giuria tecnica, composta da Pupi Avati (presidente), Lidia Ravera (scrittrice e giornalista), Lina Pallotta (fotografa e fotoreporter ), Marco Trabucchi (geriatra) e Anna Maria Melloni (direttore Centro Studi 50&Più), dopo essersi riunita, ha proclamato i vincitori. Vince la seconda edizione del Concorso il corto Amarcord sal mèn del regista di origine romena Dorin Valeriu Mihai. Il cortometraggio è ambientato in un laboratorio di movimento danzato dove i ricordi dei partecipanti vengono messi in scena. Movimenti semplici, come il lavoro, i giochi di infanzia, i gesti di affetto per i propri cari, vengono richiamati alla memoria. Il corpo attinge al suo patrimonio di segni e gesti, i ricordi diventano piccole poesie gestuali.

“Le persone che compaiono nel video hanno partecipato ad un laboratorio condotto col Metodo Hobart, una pratica a sostegno del mondo interiore per farne emergere la bellezza. Ne è nata una coreografia,  Amarcord sal mèn (mi ricordo con le mani), un breviario di piccoli gesti originati dai ricordi delle persone.” – ha affermato Dorin Valeriu Mihai. Secondo gradino del podio per Partenze del giovanissimo regista riminese (22 anni) Nicolas Morganti Patrignani. Il cortometraggio, già vincitore del San Benedetto Film Fest 2018, racconta di Ludovico che ha accettato la difficile scelta di sua moglie malata di porre fine alle sue sofferenze. In una camera da letto, vediamo la coppia, un vassoio con un fiore, un bicchiere. Il gioco di sguardi tra l’uomo e la donna parla del loro legame. Lei gli chiede di ascoltare quella canzone, lui l’accontenta e si sdraia accanto a lei, attendono assieme sulle note del cielo in una stanza. “Ho deciso di raccontare il difficile tema dell’eutanasia scegliendo come protagonisti due anziani perché l’aver condiviso un’intera vita insieme rende questa scelta più sofferta e difficile” – ha ricordato Nicolas Morganti Patrignani.

Terzo posto per Sempre e per sempre del regista Carlo Ausino – Universal Foxy. Il cortometraggio tratta la storia di una donna anziana che cammina per la città deserta. Cammina tra ammassi di coperte che nascondono barboni e alcolizzati. La sua ricerca continua il giorno seguente. La donna mostra a tutti una foto in bianco e nero di un ragazzo bellissimo che nessuno riconosce. Giunta in ospedale chiederà a tutti quelli che incontra se hanno visto il ragazzo della foto. Un medico, venuto a conoscenza del suo problema, cercherà di aiutarla a trovare l’uomo della foto. “In questo cortometraggio ho voluto raccontare l’amore che sa andare oltre gli ostacoli e gli anni che passano” – ha ricordato Carlo Ausino

Durante la premiazione è stato consegnato il Premio 50&Più riservato agli iscritti dell’Associazione ed assegnato da una giuria composta dalle 50&Più provinciali. Ad aggiudicarsi questo importante riconoscimento è stato Marcello Mamini con L’artista che racconta la storia di un anziano professore di disegno che ha perso la sua abilità artistica e se ne rammarica. L’incontro con un’allieva, che lo invita a rammentare la filosofia del suo stesso insegnamento, lo induce a riprendere in mano i pennelli e a ritrovare la sua vena creativa. “Ho voluto raccontare la storia di un artista che ritrova il piacere di dipingere sconfiggendo così l’amarezza e la solitudine della vecchiaia” – ha sottolineato Marcello Mamini. Una menzione speciale è stata poi assegnata a Corinna, il cortometraggio di Corrado Ceron nato all’interno di un laboratorio che il regista ha svolto a Milano. “Con Corinna ho voluto raccontare il tema della solitudine dal punto di vista di un anziano che ha usato la tecnologia per staccarsi dal suo stato di isolamento e solitudine. Il suo sentimento finisce in un oggetto cui si affeziona…un navigatore satellitare” – ha ricordato Corrado Ceron.

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