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Finì in coma per colpa dell'ecstasy, presi tre pusher: tutti giovanissimi

Grazie alla testimonianza del giovane stesso, che si è risvegliato dopo alcuni giorni, i Carabinieri della Compagnia di Riccione sono arrivati ad individuare i responsabili

Redazione16 aprile 2012

Sono accusati di aver spacciato le pasticche di ecstasy che ha mandato in coma un 18enne di Cattolica lo scorso 27 novembre. Grazie alla testimonianza del giovane stesso, che si è risvegliato dopo alcuni giorni, i Carabinieri della Compagnia di Riccione sono arrivati ad individuare i responsabili: si tratta di un 20enne di Cattolica, un 22enne riminese ed un 21enne romeno, residente a Montelabbate. Ora si trovano agli arresti domiciliari secondo le disposizioni del giudice.

Le accuse sono di detenzione  illegale e spaccio di sostanze stupefacenti, lesioni personali gravi come conseguenza di altro delitto e favoreggiamento. Nell'ambito della stessa operazione è finito anche un macedone di 16 anni, residente a Cattolica. Il 18enne, da pochi giorni maggiorenne, aveva scelto di festeggiare il compleanno al “Cocoricò” di Riccione. Dopo aver assunto tre pasticche di ecstasy ha accusato un insufficienza renale acuta, stato di agitazione psicomotoria ed allucinazioni visive in abuso di sostanze stupefacenti.

Il giovane è stato ricoverato all'ospedale Sant'Orsola di Bologna, dove è stato stato sottoposto a trapianto di fegato. Quando si è risvegliato dal coma, il ragazzo ha reso noto ai Carabinieri chi gli ha ceduto le pasticche. Gli inquirenti hanno ascoltato gli amici del 18enne. Uno di loro, in particolare, conosceva personalmente i pusher. Il giudice ha così firmato il 12 aprile l'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliare per i tre giovani.
 

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