Reati legati alla prostituzione, condannato noto legale di Misano Adriatico

L'avvocato Guglielmo Guerra aveva affittato una serie di case a ragazze che esercitavano al loro interno il mestiere più antico del mondo

Pesante condanna per l'avvocato misanese Guglielmo Guerra che, insieme ad un gruppo di altre persone, è stato giudicato colpevole di reati della prostituzione. Il legale era finito nel'occhio del ciclone nel marzo del 2012 quando era stato arrestato dai carabinieri insieme ad 3 persone. Il processo ha accertato come attorno a Guerra, Mara Lucia Porretta, Rocco Zito e Domenico Luciano Perazzini girassero delle ragazze squillo che esercitavano nelle abitazioni di proprietà dell'avvocato il mestiere più antico del mondo. Guerra, che insieme ad altri doveva rispondere anche di reati non connessi alla prostituzione, è stato condannato complessivamente a 7 anni e 6 mesi, Porretta a 4 anni e 6 mesi, Zito a 4 anni e 10 mesi, Perazzini a 4 anni e 3 mesi. Degli altri imputati, Rocco Iacubino è stato condannato a 2 anni, Riccardo Pazzaglini a 1 anno e 6 mesi, Luciano Pazzaglini a 1 anno e 3 mesi, Enrico Sanchi a 1 anno e 2 mesi.

Tutto era partito a febbraio 2011, quando i militari della Perla Verde avevano arrestato un transessuale brasiliano non in regola con le norme di soggiorno. In quella occasione il sudamericano aveva riferito di un appartamento non centralissimo di Riccione, che veniva utilizzato per esercitare la prostituzione. L'avvocato Guerra e un suo collaboratore, sono subito emersi come persone "vicine" a quella proprietà immobiliare, che si occupavano della gestione e della riscossione dell'affitto (tra i 1000 e i 1.500 euro al mese), previo versamento di una cauzione pari al doppio del canone senza stipula di regolare contratto di locazione. Alla luce di tutto questo, i militari hanno effettuato altre verifiche sulle proprietà immobiliari limitrofe, scoprendo anche altre abitazioni (una quindicina sparsa tra Riccione, Misano e Rimini) riferibili all'avvocato Guerra e alla società "Giulia Sas" (di proprietà del padre), e tutte occupate a brasiliani o prostitute romene. L’attività investigativa, sviluppata in stretta sinergia con la Procura, è proseguita quindi con l’individuazione di tutti gli immobili dove, una volta localizzati, si era registrato un “interessante” via vai di persone

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