Catturata la banda della 'marijuana volante', 9 le persone finite in manette

Trasportavano la droga dall'Albania in Italia a bordo di un ultraleggero. L'organizzazione transnazionale è stata scoperta dai carabinieri della Compagnia di Riccione

Trasportavano la marijuana dall'Albania in Italia a bordo di un ultraleggero. La droga era destinata a rifornire la Riviera romagnola. L'organizzazione transnazionale è stata scoperta dai carabinieri della Compagnia di Riccione che hanno fermato sette persone con l'accusa di associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. All'operazione hanno partecipato anche i carabinieri di Rimini e Brindisi. I fermi sono stati eseguiti in diverse località del territorio nazionale e all'estero.

Le indagini, condotte dai carabinieri della compagnia di Riccione e coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Bologna e dalla procura di Rimini, hanno consentito di individuare i flussi internazionali della droga e in collaborazione con la direzione centrale per i servizi antidroga, identificare le componenti albanesi e italiane dell'organizzazione, che in alcuni casi hanno messo a segno cruente rapine in villa e furti in abitazione.

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Durante le indagini, la cooperazione giudiziaria e di polizia con le autorità albanesi hanno permesso il sequestro di oltre tre quintali e mezzo di marijuana, che veniva trasportata anche attraverso un velivolo ultraleggero, stracolmo di droga, sequestrato martedì sera a Brindisi. In tutto i militari dell'Arma hanno sequestrato 3,5 quintali di 'maria'. L'attività investigativa è stata coordinata  dalla Direzione Distrettuale Antimafia felsinea (Enrico Cieri) e la Procura di Rimini (Davide Ercolani) ha consentito ai Carabinieri di Riccione, collaborati nel corso dell’attività investigativa dalla DCSA romana, di disarticolare un’associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, composta da soggetti albanesi dimoranti prevalentemente tra le province di Rimini e di Forlì-Cesena, che importavano marjuana dall’Albania, servendosi anche di un velivolo ultra leggero. In particolare l’organizzazione aveva la disponibilità di piantagioni di Marijuana in Albania ed in Italia con le quali provvedeva poi a rifornire prevalentemente la riviera romagnola, ma anche il litorale romano.

Oltre ai due arresti in flagranza di reato a Brindisi ed ai 7 fermi d’iniziativa per associazione a delinquere eseguiti dagli inquirenti riccionesi nella serata  di ieri sulla riviera romagnola, nel corso dell’indagine, sono stati complessivamente sequestrati circa 3 quintali di marijuna, con due piantagioni, 50 grammi di cocaina e tratte in arresto 8 persone e deferitene in stato di libertà altre 5. Il lavoro degli inquirenti è iniziato ad inizio anno, grazie al minuzioso controllo del territorio posto in essere dai Carabinieri della perla verde che, da questo, ne hanno tratto importanti spunti investigativi, su giovani assuntori del luogo, che li portarono ad individuare il corriere albanese arrestato il 27 marzo scorso, con oltre 50 chili di marijuna trasportati nel bagagliaio della propria autovettura, fermato nel Comune di Gatteo e proveniente dall’Albania.

Nel successivo mese di aprile, i Carabinieri dell’aliquota operativa della Compagnia di Riccione sottraevano, all’organizzazione criminale che si andava man mano delineando, composta da due famiglie albanesi, altra ingente sostanza stupefacente, operando quattro sequestri, mediante l’istituto giuridico del ritardato deposito della droga per evitare di rovinare la delicatissima attività, e deferendo per questo 5 albanesi per detenzione di droga. I sequestri in questione hanno riguardato una piantagione di circa 300 piante nel forlivese,  altri 20 chili circa di marijuana, nonché 50 grammi di cocaina, rinvenuti in parte sotterrati, unitamente ad un giubbotto anti proiettili,  in un campo a Novafeltria (ed in parte in una utilitaria, in uso al sodalizio, parcheggiata a Santarcangelo. L’attività d’indagine ha consentito di delineare anche la struttura del sodalizio criminale diretto dall’albanese Vilson Lamaj (il pilota), personaggio dalla forte personalità che manteneva direttamente i contatti con i coltivatori in Albania, con i presunti acquirenti in Italia ed inoltre curava il pagamento dei mezzi di trasporto, procurava semi da inviare in Albania, dando le dovute disposizione a tutti i propri familiari, consapevoli e partecipi alla conduzione dell’attività illecita, unica loro forma di sostentamento.  

Il modus operandi del gruppo criminale vedeva i fratelli Artjion e Kleo Lamaj con i cugini Elizer, Xhesian Ahmetaj e Arshi Hametaj che, oltre a curare una capillare rete di distribuzione degli ingenti quantitativi di droga, evitando così di esporsi con gli acquirenti da “strada” per evitare di finire nella rete dei controlli delle forze dell'ordine, si occupavano di recuperare, con un’inaudita violenza al punto tale di non aver il coraggio di sporgere denuncia, il denaro da eventuali creditori insolventi.  Stessa violenza che, alcuni componenti dello stesso gruppo criminale, ha messo nella rapina avvenuta lo scorso 13 agosto nel comune di Gemmano, permettendo di capire agli inquirenti che non disdegnavano neanche la commissione di cruente rapine oltre ai furti in abitazione. Gli affari del sodalizio andavano talmente bene che gli stessi, oltre a non disdegnare la frequentazione di escort di lusso e nigth club, avevano messo già in conto l’acquisto di un nuovo velivolo più grande e potente da fare viaggi più capienti e veloci, oltre che tentare fortuna anche nel mondo della prostituzione. L’attività proseguirà con l’estirpazioni di ulteriori piantagioni in Albania dalla collaborante polizia albanese.

In merito all’operazione il sindaco di Riccione Renata Tosi, ringrazia "Carabinieri del Comando Provinciale di Rimini e della compagnia di Riccione diretta dal Capitano Antonio De Lise dalla quale sono partite le indagini che hanno inferto un colpo durissimo al traffico internazionale di marijuana proveniente dall’Albania e diretta al mercato della riviera romagnola. Un’operazione che ha permesso di individuare e arrestare i componenti che gestivano un massiccio traffico di sostanze stupefacenti, alcuni dei quali responsabili di furti e rapine in villa, e ricostruire attraverso un’indagine investigativa minuziosa, l’esatta dinamica dei fatti. Un altro risultato che rappresenta un'ulteriore importante tappa nella lotta alla delinquenza organizzata e che, grazie ad un’attività costante e condotta spesso dietro le quinte, permette in stretta collaborazione con tutte le Forze dell’Ordine di vigilare sulla sicurezza dei cittadini".

        

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