"Ero folle di gelosia e in un raptus l'ho afferrata per il collo e strangolata"

Si è svolto nella mattinata di lunedì l'interrogatorio di Michele Castaldo, l'omicida reo confesso di Olga Matei

E' stato interrogato lunedì mattina, nel reparto Psichiatria dell'Infermi di Rimini dove è piantonato, Michele Castaldo il 54enne autore reo confesso del femminicidio di Olga Matei. L'assassino, in maniera lucida, ha raccontato al gip Fiorella Casadei i momenti che lo hanno visto strangolare la 46enne moldava nel suo appartamento di Riccione lo scorso 6 ottobre. L'uomo, anche davanti al giudice, ha ammesso sostanzialmente le sue responsabilità ribadendo che il movente dell'omicidio è quello della gelosia. "Olga era la donna della mia vita, ma temevo mi tradisse. Doveva essere solo mia e l’ho uccisa", ha ribadito il 54enne di Cesena il quale, nonostante il tentativo di suicidio il giorno dopo il delitto, è apparso freddo e impassibile aggiungendo, anche, alcuni dettagli. Prima del raptus, con la vittima che non avrebbe opposto resistenza, c'era stata un'animata discussione tra i due proprio per la gelosia dell'uomo.

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